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L'ex base Nato Venda, 1 Roc

L'ex base Nato Venda, 1 Roc

Ex base Nato diventa centro di accoglienza profughi: scoppia il caso a Giarre

Dopo Bagnoli un'altra struttura viene utilizzata per ospitare i migranti in arrivo in provincia. La decisione non è stata ben accolta dalle varie rappresentanze dei commercianti e albergatori dell'area termale. Sulla questione si è espresso anche il M5S

Chiusa la Prandina l'attenzione si sposta nella frazione aponense di Giarre, dove si trova l'ex base Nato Venda, 1 Roc. La struttura sarebbe stata individuata come nuovo centro d’accoglienza profughi.

ECOFFICINA. I primi arrivi sono in programma già per fine mese. La gestione è nelle mani di Ecofficina ora Edeco Servizi, che già aveva presa in carico l'ex caserma di Bagnoli. Nei giorni scorsi il sopralluogo nell’ex caserma di via Roveri: un complesso di fabbricati, con stanze, servizi igienici, mensa, cucina, palestra e campo di calcio. 

RIUNIONE. Per giovedì è in programma una riunione tra il commissario Aversa, il presidente di Edeco (ex Ecofficina) Gaetano Battocchio e il dirigente della coop Simone Borile. La questione ha smosso i vari enti che ruotano attorno all'area termale.

CONFINDUSTRIA. "Governo e Prefetture - dichiara Riccardo Ruggiero, presidente della sezione Terme e Turismo di Confindustria Padova - guardano con l’occhio dell’emergenza alla disponibilità immediata di spazi dove alloggiare i profughi. L’altro occhio, che dovrebbe invece guardare al contesto di queste decisioni e al coinvolgimento del territorio, lo si continua a tenere chiuso".

ALBERGATORI. "I nostri albergatori - conclude Ruggiero - sono impegnati quotidianamente in un’azione complicata di rilancio, in Italia e soprattutto all’estero, per salvaguardare imprese, posti di lavoro e quote di mercato. Arrivi e presenze faticosamente riconquistati dalle Terme Euganee nei primi otto mesi di quest’anno rischiano così di essere vanificati, invece che consolidati".

ASCOM. Netta la posizione dell’Ascom Confcommercio di Padova: “L’incompatibilità della presenza dei migranti in una località turistica - precisa il presidente dell’Ascom Patrizio Bertin- è già stata sperimentata con risultati negativi (tanto da essere stata conclusa in via definitiva) in quel di Eraclea, assurdo pensare di poterla riproporre ad Abano e Montegrotto”.

M5S. "In linea con le esigenze già espresse dal Prefetto stesso -  spiegano Jacopo Berti, consigliere regionale M5S e Massimo Zambolin, portavoce M5S Abano Terme - noi del M5S reiteriamo la richiesta che le commissioni per il riconoscimento dello stato di profugo, 40 in tutta Italia, vengano raddoppiate poiché va capito nel minor tempo possibile chi va salvato, essendo un profugo, e chi va rimpatriato perché clandestino!".

NO. "Vogliamo in assoluto evitare le esperienze disastrose con i profughi già avvenute in note località turistiche - continuano i due esponenti del M5S - , in ragione di ciò, pensiamo che la suddivisione debba essere equanime fra i Comuni dell’intero territorio, ed esprimiamo un sonoro NO alla concentrazione di migranti in centri accoglienza di grandi dimensioni quale è Primo Roc".

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