Accoltellamento di via Zabarella: arrestato l'esecutore dopo la fuga per mezza Italia

Dopo sei giorni di caccia serrata in tutto il Paese è finito in manette il 33enne tunisino autore della feroce aggressione del 13 giugno. Si nascondeva dall'altra parte della Penisola

Fino a ieri era solo un nome, oggi è stato arrestato e consegnato alla giustizia. É durata sei giorni la fuga dell'aggressore di via Zabarella, che nel giorno della festa di Sant'Antonio ha sconvolto la città accoltellando un uomo e lasciandolo sul selciato in fin di vita.

La vicenda

Martedì mattina la comunicazione dell'identificazione ufficiale dei due responsabili del ferimento, che venerdì scorso avevano raggiunto un connazionale tunisino in un bar del centro storico sferrandogli alcune coltellate, di cui una violentissima al capo che lo aveva mandato all'ospedale in condizioni critiche. In tarda serata la conferma del ritrovamento dell'esecutore materiale dell'aggressione, l'unico dei due che avrebbe concretamente colpito la vittima per un regolamento di conti interno al mondo dello spaccio di droga.

La fuga per mezza Italia

Si era rintanato in Liguria, dove la polizia lo ha stanato in un kebab di San Remo noto per essere frequentato da pregiudicati e spacciatori. A finire in manette è stato il 33enne tunisino N.H., in Italia senza fissa dimora, individuato dal Reparto prevenzione crimine della questura di Imperia e coordinato dalla squadra mobile nell'ambito del progetto "Alto impatto". Fondamentale l'identikit elaborato dalla polizia padovana e diffuso in tutte le questure del Nord Italia all'indomani dall'accoltellamento, grazie alle analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza e alle analisi tecniche che hanno permesso di orientare le ricerche verso la zona ligure.

Il fermo

Nel locale sanremese il tunisino è stato bloccato dagli agenti mentre cercava di scappare e fotosegnalato in questura, dove nel giro di poche ore si sono precipitati i poliziotti della squadra mobile di Padova, che hanno confermato l'identificazione e, su disposizione del pubblico ministero Peraro, arrestato e portato in carcere l'aggressore, che dovrà rispondere di concorso in tentato omicidio.

La polemica in città

Soddisfatto il questore Paolo Fassari, che ha commentato: "C'è stata una risposta immediata, segno di uno straordinario impegno investigativo, sostenuto dalla collaborazione dei cittadini e dalle istituzioni". Un risultato importante, che fa da coda all'aspra polemica scatenatasi dopo l'episodio di sangue che aveva visto i consiglieri dell'opposizione scagliarsi contro l'amministrazione Giordani, accusata di non investire a sufficienza nella sicurezza pubblica. Pronta la replica del primo cittadino, che a sua volta aveva fornito i dati relativi a tutte le novità e agli investimenti realizzati nell'ultimo anno da Palazzo Moroni.

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