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Moribondo dopo coltellata all'ingresso della stazione: aveva provato a uccidersi

Si sarebbe trattato di un tentativo di suicidio, e non di un'aggressione, l'episodio del 10 novembre all'accesso da via Avanzo allo scalo di Padova. A riferirlo lo stesso ferito

Dimesso dal reparto di rianimazione dell'ospedale di Padova in cui si trovava ricoverato dal 10 novembre scorso, quando venne trovato moribondo, davanti all'ingresso secondario, affacciato in via D'Avanzo, della stazione dei treni, è stato lo stesso romeno, ferito al petto da una coltellata, a chiarire agli inquirenti che non si sarebbe trattato di un'aggressione, come dai primi accertamenti era emerso, bensì di un tentativo di suicidio.

LA RICOSTRUZIONE. Ascoltato con l'ausilio di un interprete, in quanto non parla la lingua italiana, l'uomo ha riferito agli uomini della squadra Mobile di essere stato preso da un momento di sconforto e di aver deciso di togliersi la vita, dopo aver comprato un coltello all'interno di un negozio dello scalo ferroviario. In preda alla disperazione, si sarebbe quindi conficcato nel petto la lama, che era stata recuperata al suo fianco dagli inquirenti dopo che era stato soccorso. Stante la versione del romeno, sono comunque in corso analisi sulle tracce di dna repertate dalla scientifica per escludere in toto il coinvolgimento di terzi. La versione fornita dall'uomo corrisponde con quanto riferito da una testimone che lo aveva visto barcollare e cadere a terra senza nessuna altra persona attorno, al momento in cui era scattato l'allarme per i soccorsi.

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