Una villa da 3mila euro a settimana e due appartamenti, ma gli affitti sono tutti abusivi

Tre alloggi venivano pubblicizzati su internet come case vacanze, ma non erano registrati all'anagrafe delle strutture ricettive. Due le attività che sono state chiuse

Uno degli annunci di vendita online per la villa di Bronzola

Una lussuosa villa con piscina, campo da tennis e sala biliardo a Bronzola, una mansarda a Reschigliano e un appartamento a Campodarsego. Alloggi per i turisti, senza però le autorizzazioni necessarie. A scoprirli è stata la polizia locale del Camposampierese.

Boom turistico

Visto il periodo di crescita turistica, in particolare nel settore rurale, dell'Alta Padovana, è esponenzialmente cresciuto il numero di strutture adattate a case vacanza. Dai mini appartamenti alle ville, sponsorizzate online puntando sulla vicinanza alle città d'arte. Tra queste anche le tre incappate nei controlli dei vigili che monitorano i principali siti specializzati, incrociando i dati degli alloggi con le autorizzazioni presenti nella banca dati dell'Ufficio turistico. Per aprire un'attività di solo affittacamere bisogna infatti registrare l'abitazione all’anagrafe regionale delle strutture ricettive. Cosa che in nessuno di tre casi era stata fatta.

La villa da favola

La più curiosa è la vicenda legata a una villa da sogno a Bronzola, dove una settimana di pernottamento costava fino a tremila euro. Il proprietario, imprenditore della zona, l'aveva affidata a un'agenzia con il compito di affittarla. Questa avrebbe dovuto seguire la procedura, ma l'immobile non figurava nei registri anagrafici. Si è però trattato di un disguido, di cui agenzia e proprietario erano all'oscuro poiché pensavano che tutto fosse in regola. Emerso l'inghippo hanno immediatamente risolto la situazione, evitando la multa e rimettendo a disposizione dei turisti la favolosa location.

I due appartamenti

Ha invece smesso di affittare la sua mansarda di Reschigliano una ragazza del posto, che cedeva ai turisti il piano alto dell'abitazione dei genitori. Essendosi trasferita all'estero, una volta informata dell'irregolarità la donna ha scelto di cessare l'attività. Operazione analoga in un appartamento di Campodarsego, anch'esso affittato da una giovane sopra l'abitazione dei parenti.

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Investimenti virtuosi contro le operazioni "in nero"

Quella degli affitti turistici è una questione che sta a cuore alle amministrazioni comunali dell'Alta, tanto che alcuni sindaci hanno chiesto alla polizia locale di predisporre appositi controlli. «L'anno scorso abbiamo controllato una decina di attività e altrettante ne abbiamo vagliate in questi dieci mesi» spiega il vice comandante Meneghini «Gli abusivi possono cessare l'attività o mettersi in regola entro dieci giorni. I più scelgono questa seconda opzione. I controlli, oltre a legalizzare il settore e aumentare l'offerta turistica, sono importanti perché permettono di scoprire gli affitti "in nero", soprattutto sulla tassa di soggiorno che la Federazione, una volta scoperti, reinveste totalmente per migliorare il settore turistico».

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