Aggredì un autista padovano dell'Actv: confermata la condanna anche in appello

Confermata anche in appello la condanna per Milo Schiavon, oggi 46 anni, di Spinea, per la grave aggressione ai danni di un autista Actv perpetrata il 20 agosto 2013

Confermata anche in appello la condanna per Milo Schiavon, oggi 46 anni, di Spinea, per la grave aggressione ai danni di un autista Actv perpetrata il 20 agosto 2013.

Primo grado

In primo grado, il 20 settembre 2017, il giudice monocratico di Venezia, dott.ssa Silvia Bello, gli aveva comminato la pena di tre mesi per il reato di interruzione di pubblico servizio, quattro mesi per lesioni volontarie, più ottomila euro di risarcimento alla vittima. L’imputato aveva appellato la sentenza, ma martedì 4 febbraio 2020 la seconda sezione penale della Corte d’Assise d’Appello di Venezia, presieduta dal giudice dott. Carlo Citterio, ha ribadito la condanna. E’ stata solo parzialmente riformata l’entità della pena, essendo stata riconosciuta la continuazione dei due capi d’accusa: 5 mesi complessivi, con la sospensione condizionale. Confermate in toto, invece, le statuizioni civili in favore del conducente, il padovano di Brugine Marzio Minorello: l’aggressore dovrà risarcirlo con la somma di ottomila euro.

Aggressione

L'inquietante episodio all'epoca destò sconcerto nell'opinione pubblica e ripropose con forza l'annosa questione delle condizioni di sicurezza durante i turni di lavoro dei conducenti e del personale in servizio sui mezzi pubblici, al centro di continue aggressioni, e della loro tutela anche legale. Minorello, oggi 55 anni, che è stato assistito dall’avv. Andrea Piccoli, del Foro di Treviso, e da Studio3A-Valore S.p.A., quella sera stava guidando un autosnodato della linea 6 Spinea-Venezia partito alle 21.10 quando, giunto in via Paleocapa a Marghera, si era solo “permesso” di suonare il clacson per richiamare l'attenzione del proprietario - Milo Schiavon appunto - di un Ducato che, mal parcheggiato in mezzo alla strada, impediva al pullman di passare. Non l'avesse mai fatto! L’imputato, che si trovava in un bar vicino, e che poi risulterà gravato di altri precedenti, anziché scusarsi e spostare il veicolo, visibilmente alticcio ha preso a pugni la portiera del bus e la cabina del conducente, offendendolo pesantemente e giurandogli di fargliela pagare. Minacce che ha messo in pratica subito.

Lavoro

Schiavon, infatti, ha seguito Minorello che, dopo aver riferito i fatti alla Polizia, intervenuta sul posto, ha continuato regolarmente il suo turno. Ha aspettato che arrivasse a Piazzale Roma con la corsa del Catene-Venezia, che scendesse dal bus e si dirigesse verso la saletta degli autisti dietro la biglietteria, e qui, lungo il breve percorso a piedi, alle 22.45, gli ha teso un vile agguato cogliendolo alle spalle e sferrandogli un violento pugno sulla nuca. Il malcapitato è caduto rovinosamente in avanti e solo la sua prontezza di riflessi nell'evitare altri colpi e l'intervento di un passante hanno scongiurato un pestaggio. Malconcio, è stato trasportato in ambulanza all’ospedale dell'Angelo dove gli hanno riscontrato un trauma cranico, cervicale e al braccio destro per una prognosi di diversi giorni: ha dovuto portare a lungo il collare ed è potuto rientrare al lavoro solo dopo due mesi, senza contare la profonda sofferenza interiore provata per la terribile esperienza di cui dentro porta ancora i segni.

Procedimento

L'autista ha sporto querela al Commissariato di Venezia nei confronti del suo aggressore che, grazie al numero di targa fornito dallo stesso Minorello, è stato presto individuato e denunciato. La Procura di Venezia ha aperto un procedimento penale e le indagini preliminari sono culminate con il decreto di citazione diretta a giudizio da parte del Pm titolare del fascicolo, dott.ssa Laura Cameli, a carico dello Schiavon per i reati di ingiurie, minacce, lesioni e interruzione di pubblico servizio: a causa del primo “show” del pregiudicato, lo Spinea-Venezia aveva accumulato un ritardo di oltre 20 minuti. Il resto è storia recente.

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Giustizia

Minorello, per ottenere giustizia e un equo ristoro dei danni fisici e morali patiti, tramite l’area manager Riccardo Vizzi, si è affidato Studio 3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha siglato un’apposita convenzione con il Cral Actv proprio per offrire il suo patrocinio a tutti gli autisti che dovessero restare coinvolti in episodi simili, colmando così una lacuna del sistema: per questioni burocratiche e di regolamento, l’Azienda in queste casistiche non può fornire assistenza legale.

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