Profugo in carcere dopo l'aggressione di Bagnoli: violenza consumata nell'indifferenza

Venerdì il pm Daniela Randolo ha sottolineato come quella sera del 17 marzo scorso quando la 40enne venne aggredita lungo la ciclabile nessuno si fosse fermato ad aiutarla

I fatti si riferiscono al marzo 2017 quando un uomo, straniero, spuntato dal nulla, si scagliò contro una 40enne che era andata a fare correre lungo la pista ciclabile di Bagnoli di Sopra trascinandola poi in un campo. L'aggressione avvenne vicino all'ex base militare diventata hub di accoglienza provinciale dei profughi un elemento che non passò inosservato agli inquirenti che a seguito di accertamenti e controlli nella struttura di accoglienza di San Siro arrestarono per aggressione e tentata violenza sessuale O.J. 27enne senza precedenti penali ed ospite del'hub.

LE VIOLENZE.

I militari erano giunti a lui attraverso due filoni investigativi diversi. Il primo è partito da un’analoga aggressione del 9 febbraio scorso, in via Battisti di Bagnoli, ad una 21enne del posto che un uomo di colore avrebbe afferrato alle spalle per poi immobilizzarla per tentare un approccio sessuale violento, dandosi poi alla fuga. Nell’occasione lo straniero aveva rapinato la giovane del suo cellulare.

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INCONSAPEVOLE.

Venerdì, come riportano i quotidiani locali, il pubblico ministero Daniela Randolo davanti al Gup Domenica Gambardella ha sottolineato come la violenza sessuale sia stata consumata nella totale indifferenza. Il profugo nigeriano, davanti al giudice dell'udienza preliminare ha ammesso le sue colpe e ha chiesto scusa alle due vittime ma, il pm si è detto sconcertato dal comportamento del profugo nigeriano che è parso fare questo senza non redersi conto del male fatto alle vittime costrette a cambiare la loro vita in seguito alla violenza subita. La sentenza definitiva, di primo grado, è fissata per il 18 ottobre prossimo.
 

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