Detenuto finge un malore e tenta di aggredire il medico. Sappe: «Il carcere non è un albergo»

Il sindacato denuncia una tentata violenza da parte di un carcerato all'interno del Due Palazzi. A fermarlo sono stati gli agenti. E arriva anche la solidarietà del presidente Zaia

Il penitenziario Due Palazzi

A dare notizia dell'ultimo episodio violento consumatosi tra le celle del carcere padovano è il Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe, con una nota del segretario nazionale triveneto Giovanni Vona.

Cos'è successo

L'aggressione risalirebbe a lunedì sera e sarebbe stata sventata grazie all'intervento degli agenti della penitenziaria. A perpetrarla un detenuto italiano, di etnia Sinti, che ha chiesto l'intervento del medico fingendo di sentirsi male nella sua cella. «Quando il medico ha scoperto che fingeva, l'altro lo ha aggredito. Fortunatamente gli agenti si sono messi nel mezzo» si legge nella nota del Sappe «É l'ennesima violenza contro gli operatori del carcere, vittime di delinquenti alterano l’ordine e la sicurezza». Il motivo, spiega Vona, sta anche nella «Debole e sterile risposta in termini disciplinari e penali». In altre parole, per chi ha atteggiamenti violenti in carcere non vi sono punizioni sufficienti. «Si adottino subito urgenti provvedimenti» invoca il sindacato.

Sistema inefficace

Solidarietà al medico e ai poliziotti è stata espressa dal segretario generale Sappe, Donato Capece. «I detenuti sono convinti di essere non in carcere, ma in albergo. É grave che i nostri ripetuti allarmi vengano sottovalutati». Dito puntato sulla sorveglianza dinamica, il regime carcerario adottato negli ultimi anni che prevede l'apertura delle celle durante il giorno. «I controlli in questo modo diventano sporadici e non a caso gli episodi violenti sono aumentati».

L'appello

Il Sappe rende pubblico il sollecito al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap): «Al medico vanno la nostra vicinanza e solidarietà, ma un ringraziamento particolare va ai poliziotti che hanno scongiurato l’aggressione. La situazione nelle carceri resta allarmante. Bisogna intervenire con urgenza, a cominciare dal ripianamento delle carenze organiche dei reparti di polizia penitenziaria del Triveneto».

La parola a Zaia

Martedì è arrivato anche il commento del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in merito all'accaduto. «Esprimo solidarietà istituzionale e umana al medico e al personale della polizia penitenziaria di Padova. Fanno un lavoro difficile e, a volte, pericoloso per il quale vanno ringraziati ogni giorno da tutta la gente per bene» spiega Zaia «L’incolumità e la serenità di questi bravi lavoratori vanno tutelate in ogni modo dallo Stato, per il quale questo obiettivo deve essere tra quelli
assolutamente prioritari».

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