Aggredisce brutalmente l'ex fidanzata che scappa per un soffio: arrestato 23enne

L'ha colpita prima con una bottiglia di vetro e poi con calci e pugni, rendendola una maschera di sangue. La giovane è sfuggita per miracolo al suo aguzzino salendo su un tram di passaggio e trovando una pattuglia della polizia locale una volta scesa

L’ha aggredita, brutalmente picchiata e insultata. La ragazza, con il volto coperto di sangue è riuscita a sfuggire all’ex fidanzato e quando ha incontrato una pattuglia della polizia locale ha raccontato delle violenze subite.

Il fatto

Martedì 10 novembre, ore 21. Una ragazza di 21 anni esce dal tram e si trascina sul piazzale di fronte al Mc Donald su piazzale della stazione, il volto completamente coperto di sangue. Viene vista da una pattuglia della polizia locale, in zona per un controllo di routine. Gli agenti le corrono incontro, la sostengono, le chiedono cosa sia accaduto. Lei piange, si sente male, ha perso tanto sangue. Parte a raccontare e gli agenti inorridiscono. Poco prima si trovava su via Aspetti, vicino all’ufficio postale. Lì ha incrociato il suo ex fidanzato, Ahmed Soudani, un 23enne tunisino con precedenti per spaccio. Lui ha preso a insultarla pesantemente, lei ha continuato a camminare sperando che la lasciasse perdere. La strada era deserta, nessuno a cui aggrapparsi per chiedere aiuto. Poi il colpo: Soudani ha colpito la giovane con una bottiglia di vetro, poi l’ha presa a calci sulle gambe, le ha tirato dei pugni al volto. La stava massacrando. La 21enne ha cercato rifugio in un ristorante take away ma il suo aguzzino l’ha trascinata via prendendole il telefono, l’ultimo modo che la ragazza aveva per chiedere aiuto. E poi, la luce in fondo al tunnel: è arrivato il tram, la vittima è salita a bordo e si è lasciata alle spalle l’ex. 

La caccia

I poliziotti, ascoltata la giovane donna, hanno prima chiamato un’ambulanza e poi le hanno chiesto una descrizione dell’aggressore. La 21enne è riuscita a fornirne una molto precisa, diramata subito a tutte le forze dell’ordine presenti sul territorio. Un’ora più tardi, Soudani è stato trovato in via Rubaltelli all’Arcella. Ma non aveva la minima intenzione di farsi prendere. Ha lottato con gli agenti, che dopo aver ascoltato la storia della giovane vittima e aver visto in che condizioni quell’uomo l’ha ridotta, erano decisamente determinati ad arrestarlo. Lo hanno infilato a forza in auto e sono partiti per gli uffici di via Liberi. Soudani continuava a scalciare e a picchiare la testa contro le porte del veicolo, danneggiandolo, e quando sono arrivati alla centrale ha continuato la sua lotta provocando contusioni alla gamba di un agente e una frattura alla mano dell’altro. Il giorno dopo, al processo per direttissima, è stato disposto il divieto di dimora in provincia di Padova, la condanna a 2 anni e 9 mesi di carcere e una multa di 900 euro. Il giudice nell’enunciare la sentenza ha sottolineato che se Soudani dovesse farsi rivedere in città finirà dritto in carcere.

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