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Aggressioni sui treni ai danni del personale. Il sindacato UGL: «Body Cam per i controllori»

«Il personale deve essere maggiormente tutelato e protetto, ad esempio  con strutture più efficaci a protezione degli autisti e, perché no, Body Cam indossate dal personale per riprendere e prevenire eventuali aggressioni e minacce»

Il sindacato UGL lancia una proposta in seguito a quanto accaduto in settimana su un treno regionale e precedentemente su alcuni mezzi pubblici: «In questi giorni – dichiara Fabio Beltempo, segretario del sindacato UGL Padova - i controllori di Trenitalia hanno subito a Monselice una aggressione con lancio addosso di una bicicletta e, in ospedale, hanno riscontrato ecchimosi ed escoriazioni con diagnosi fino a 15 giorni. Recentemente a Padova i controllori del bus 10 sono stati spintonati e oggetto di tentativo di aggressione da soggetti privi di biglietto, mentre altrove avvengono casi di aggressione e sputi ai dipendenti anche senza motivo».

Body Cam

L'UGL chiede di fatto che venga data in dotazione ai controllori la body cam: «Talvolta le reazioni violente seguono alle richieste di visione del biglietto e, ultimamente, anche all’invito di indossare la mascherina. Il personale deve essere maggiormente tutelato e protetto, ad esempio  con strutture più efficaci a protezione degli autisti e, perché no, Body Cam indossate dal personale per riprendere e prevenire eventuali aggressioni e minacce: Body Cam da attivare manualmente e, solo in presenza di concreto pericolo per le persone o le cose, segnalando l’attivazione con un led rosso anche a scopo preventivo». Beltempo fa leva su quanto stabilito dal Garante della Privacy tre anni fa: «Nel 2018 il Garante della Privacy aveva dato un via libera ad un progetto sperimentale di Body Cam, nel rispetto ovviamente della tutela della riservatezza delle persone riprese e riservatezza. Attendere oltre potrebbe causare seri danni fisici e psicologici al personale dipendente, senza possibilità di difesa in giudizio: spesso – conclude Beltempo - gli aggressori rimangono ignoti per mancata identificazione».

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