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I frame raccolti durante le indagini sulle spaccate

I frame raccolti durante le indagini sulle spaccate

Ladro e stupratore, libero dopo l'arresto per le spaccate in centro: andrà al Cpt di Brindisi

Alassane Diop, 43enne senegalese, era finito in manette a settembre nel pieno periodo delle spaccate. Attenderà la risposta alla richiesta di protezione internazionale al Cpr di Brindisi

Vanta un curriculum criminale infinito, con furti, rapine, spaccio. Addirittura una violenza sessuale su una ragazzina. A Padova è balzato agli onori delle cronache lo scorso autunno, quando fu accusato di almeno due furti nel drammatico periodo delle spaccate in centro storico. Ora il questore lo ha inviato in Puglia.

Il provvedimento

Finito in manette il 3 settembre per i due colpi commessi un paio di settimane prima ai danni dei negozi Antico Forno in via Cassan e via San Clemente, pochi giorni fa Alassane Diop è uscito di galera. Richiedente asilo politico, è entrato sotto osservazione dell'Ufficio immigrazione della questura e venerdì il questore Fassari ne ha disposto l'accompagnamento al Centro di permanenza per il rimpatrio di Brindisi. Nella struttura pugliese aspetterà il pronunciamento della Commissione territoriale competente che deciderà sulla sua richiesta di protezione internazionale.

I precedenti

La decisione del questore nasce dall'elevata pericolosità sociale del 43enne, irregolare in Italia dal 1998. Sul territorio nazionale ha collezionato decine di arresti, denunce e condanne. Oltre a risse, rapine, furti in casa e nei negozi, resistenza e spaccio, è stato accusato di lesioni verso una donna e, nel 2016, di violenza sessuale nei confronti di una minorenne.

Le spaccate

Tossicodipendente, a Padova è stato riconosciuto colpevole dei due colpi commessi la notte del 22 agosto scorso ai danni delle due sedi de L'Antico Forno. Riconosciuto grazie alle immagini delle telecamere, faceva forza sulla sua imponente stazza per sfondare le vetrate e rubare il fondo cassa per poter acquistare crack e altro stupefacente. Oltre a quei colpi era sospettato anche di altre spaccate con modalità simili, come quelle in galleria Borromeo e al Caffè Pedrocchi.

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