Albignasego: filmano e deridono il professore in aula, sospesi quindici studenti

L'episodio è accaduto alla Scuola Media Statale Manara Valgimigli di Albignasego, il fatto segnalato alla scuola da un genitore

Quello che è accaduto alla Scuola Media Statale Manara Valgimigli è una conseguenza dei tempi che viviamo ma con di positivo il fatto che una vicenda che poteva essere ricordata per qualcosa di assolutamente negativo potrebbe invece essere ricordata invece come un esempio di come certe questioni andrebbero sempre affrontate.

Denuncia

I fatti: un genitore si accorge che nel telefono del figlio ci sono delle immagini girate a scuola, durante la lezione. Peggio, si accorge che è stata creata una immagine che di fatto prende di mira e sbeffeggia un professore. Il genitore segnala prontamente la cosa alla scuola che immediatamente interviene. Quindici ragazzini, appartenenti a diverse classi,sono stati sospesi.

Scuola

Nello specifico, Federica Silvoni, dirigente scolastico degli istituti comprensivi di Albignasego ha affrontato il tema del rispetto dei docenti insieme ai ragazzi. «L’utilizzo del telefono è vietato a scuola, men che meno si può registrare video o fotografare. Il fatto che poi questo materiale sia girato tra gli studenti ha reso la cosa ancora più grave. Abbiamo tenuto a spiegare cosa porta questo tipo di comportamento, i rischi che corre chi subisce il dileggio da parte di un gruppo di persone - spiega la dirigente scolastica -Abbiamo toccato credo le corde giuste, andando nello specifico di come certi comportamenti vanno condannati. La riprova - aggiunge Silvoni - è che quindici di questi si sono presentati autonomamente, di loro spontanea volontà ammettendo i comportamenti non conformi».

Sospensione

La scuola, nonostante l’ammissione di colpa, ha deciso comunque di punire il grave comportamento: «Non si può fare altrimenti, è giusto che ci sia una conseguenza a delle azioni sbagliate. Noi come scuola però, proponiamo sempre delle “misure alternative” allo stare a casa in punizione, pensiamoli come i servizi socialmente utili per la comunità - spiega la dirigente - e la maggior parte dei genitori sceglie questo tipo di soluzione. Tra le attività che svolgono durante questo giorno di sospensione c’è anche un momento dedicato allo spiegare a tutti cosa è successo, quindi l’elaborazione di un comportamento sbagliato. La punizione non può essere mai fine a se stessa, deve avere un risvolto educativo». Cosa ne pensano i genitori di questo tipo di percorso? «In generale apprezzano, nello specifico, in questo caso, solo una mamma ha scelto di non accettare il provvedimento e ha deciso di ricorrere all’ordine di garanzia perché secondo lei non ci sono prove che il figlio sia coinvolto».

Social

La scuola ai tempi dei social network è un grande compromesso, non perdere il passo coi tempi e allo stesso tempo tutelare dal rischio di mandare tanti giovanissimi allo sbaraglio. Il compito degli adulti, che vivono la stessa epoca con più o meno gli stessi anni di conoscenze della questione specifica, è quello di vigilare affinché la tecnologia non si trasformi in una trappola da cui poi è difficile uscire.

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