menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Aldo Valerio Cacco

Aldo Valerio Cacco

Sopravvisse al lager grazie al suo clarinetto: l'ultimo saluto a Cacco

Originario di San Vito di Vigonza, Aldo Valerio è morto all'età di 91 anni. La sua storia è raccontata in un volume che raccoglie gli appunti trascritti durante gli orrori nazisti. Martedì saranno celebrati i funerali

"Proprio ora entra un soldato del campo e vuole che suoni: ho suonato circa 20 minuti e per premio mi ha dato una razione di pane, un pezzetto di burro e due sigarette. Meglio di così non poteva andare. Anche oggi Iddio mi ha aiutato.. Per adesso il clarino non lo vendo perché è facile che questa settimana mi porti qualche cosa da mangiare". Così scriveva Aldo Valerio Cacco, di San Vito di Vigonza, il 19 dicembre 1943, dal lager tedesco di Fürstenberg am Oder, dove era stato internato. È uno dei tanti appunti raccolti in "Un clarinetto nel Lager", il volume scritto a quattro mani da Cacco e dallo storico vigontino Patrizio Zanella. L'uomo del clarinetto, così come si era soliti definirlo, è morto all'età di 91 anni. La comunità di Vigonza gli darà martedì il suo ultimo caloroso saluto.

L'UOMO DEL CLARINETTO. Come molti soldati italiani, anche Cacco, dopo l’8 settembre 1943, rifiutò di aderire alla Repubblica di Salò. Venne deportato in Germania, prima nel Lager Fürstenberg am Oder poi a Mittelbau-Dora (1943-1945). Molti soldati trovarono la morte per le terribili condizioni di prigionia, altri si inventarono mille modi per restare in vita: Aldo Valerio Cacco suonava il clarinetto. Al momento della cattura aveva solo diciannove anni e teneva sottobraccio il suo strumento musicale: fu la sua "risorsa", quella che gli permise di sopravvivere alla terribile esperienza dei Lager nazisti.

CACCO. Aldo Valerio Cacco, classe 1924, soldato dell’Esercito Italiano, catturato a Verona dai tedeschi, dopo l’8 settembre fu deportato in Germania per lavorare nell’industria bellica del Terzo Reich. Nel 1985, il presidente della Repubblica Sandro Pertini gli ha conferito il diploma d’onore di "Combattente per la libertà d’Italia 1943-1945", definendolo "internato militare non collaborazionista". È presidente onorario dei coordinatori nazionali di "San Vito Italia". Il presidente Giorgio Napolitano lo ha insignito della Medaglia d’onore di prigioniero IMI internato in Germania e nominato Cavaliere della Repubblica.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PadovaOggi è in caricamento