Smog, i dati di Euromobility sono allarmanti: Padova è la seconda città più inquinata d'Italia

Dopo Torino in quanto a superamento dei limiti di Pm10. Il vicesindaco Lorenzoni: «Si tratta di un’emergenza sanitaria molto grave, che dobbiamo affrontare con urgenza».

Padova è la seconda città con più inquinamento in Italia dopo Torino

La notizia, a volte, sta dove meno te l'aspetti, quasi nascosta tra i meandri di interi studi o rapporti. Come in questo caso. Perché il titolo dell'indagine condotta da Euromobility - con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare e presentato nei giorni scorsi alla Fondazione Biagi di Modena - è "Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città" (Approfondimenti su dati Osservatorio Euromobility 2018). Eppure il dato più importante e allarmante riguarda la qualità dell'aria: Padova è la seconda città più inquinata d'Italia.

«Emergenza sanitaria molto grave»

E il primo ad essere giustamente preoccupato è il vicesindaco Arturo Lorenzoni, che conferma: «Padova è la seconda città d’Italia, dopo Torino, per giorni di superamento dei limiti di PM10 e l’unica, con il capoluogo piemontese, che supera i 40 microgrammi per metro cubo di media annuale. Un dato che non può che confermarci la necessità di intervenire sui modi con cui produciamo e consumiamo energia, per scaldarci e per muoverci». Per poi aggiungere, senza mezzi termini: «Si tratta di un’emergenza sanitaria molto grave, che dobbiamo affrontare con urgenza. Lo dobbiamo a ciascuno di noi, ma soprattutto ai più piccoli».

Trasporto pubblico

Dai dati dell’Osservatorio (che si possono consultare su Euromobility) emerge che a Padova l’offerta di trasporto è in crescita tra il 2015 e il 2016, anche se sempre inferiore a quella di città come Parma, Trento, Bologna. Nello stesso intervallo di tempo, la domanda di trasporto pubblico locale è diminuita e risulta inferiore a quella di Parma, Trento, Bologna, Bergamo. Continua Lorenzoni: «Sostenere il trasporto pubblico è l’unico modo per liberare Padova dalla morsa di un traffico soffocante. Lo dobbiamo fare non solo continuando a potenziare l’offerta, ma anche rendendo i mezzi pubblici attraenti, comodi, gradevoli. Il mezzo pubblico non deve essere l’ultima scelta per muoversi, ma la prima. Dobbiamo per questo rinnovare i mezzi (come fatto in parte grazie al finanziamento Por Fesr) e i servizi. In questa direzione va il servizio notturno a chiamata, che stiamo attuando con il contributo dell’Università».

Incidenti e mortalità

L’indice di incidentalità a Padova nel 2017 è stato di 5.37 rispetto a una media nazionale di 4.54: Sottolinea il vicesindaco: «Anche se fortunatamente la mortalità è inferiore rispetto alla media nazionale (0.53 contro 0.97) non dobbiamo assolutamente  sottovalutare il rischio legato all’uso dell'auto e quindi intervenire sulle infrastrutture e sulle norme - sottolinea Lorenzoni - Per questo abbiamo inserito nel Piano urbano della mobilità sostenibile il limite di velocità di trenta all’ora diffuso in città, una misura che migliora le prestazioni sul piano della sicurezza, dell’ambiente e della vivibilità».

Piste ciclabili e car/bike sharing

Osservando gli altri dati si nota che Padova si piazza al sesto posto (prima città al di fuori dell’Emilia Romagna dopo Reggio Emilia, Ferrara, Modena, Forlì e Ravenna) per chilometri di corsie ciclabili per abitante, mentre la  posizione di classifica è più bassa nel car sharing e nel bike sharing. Conclude Lorenzoni: «La ciclabilità è un elemento importante e il progetto Bicipolitana servirà a trasformare la rete di piste ciclabili in un sistema organico in grado di rispondere alle esigenze di lavoratori, studenti, turisti. L’altro fronte su cui è necessario lavorare è quello della mobilità condivisa, soprattutto con mezzi a basso impatto come le auto elettriche. Stiamo lavorando per estendere il bike sharing, per offrire una mobilità condivisa su scooter elettrici, per veicolare le merci nell’ultimo km su mezzi privi di emissioni».

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