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Crisi della Allison di Padova, tavolo a Roma: l'azienda diserta l'incontro

Lunedì, la riunione dedicata alla delicata situazione dei lavoratori dello stabilimento di via Prima Strada, al ministero per lo Sviluppo economico. I vertici aziendali non si sono presentati. "Arroganza e malafede"

Su richiesta della Regione del Veneto, lunedì si è svolta a Roma, al ministero per lo Sviluppo economico, una riunione dedicata alla crisi della Allison di Padova. L'azienda di via Prima Strada non si è presentata al tavolo e ha inviato un messaggio scritto, sostenendo l'impossibilità di continuare a negoziare "se non si rimuovono i blocchi e si porta il confronto dentro un contesto di legalità". La riunione è stata presieduta da Giampietro Castano del Ministero. Presenti l’assessore al Lavoro della regione Veneto Elena Donazzan, il rappresentante della Provincia di Padova Avvocato Zaccaria e le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali Filctem-Cgil e Uiltec-Uil, unitamente alle Rsu.

L'AZIENDA NON SI PRESENTA AL TAVOLO. "Persiste una situazione intollerabile di mancanza di rispetto verso le istituzioni -  ha commentato l’assessore Donazzan, ricordando che anche ad altri due incontri in sede regionale l’azienda non si era presentata - ma è ancora più intollerabile per il quadro che si va delineando". L’assessore ha infatti sottoposto all’attenzione dei rappresentanti ministeriali "una realtà allarmante, che si sta ripetendo in diverse crisi aziendali, non solo per la mancata partecipazione ai tavoli di confronto ma per le proposte, del tutto inaccettabili per la vita dei lavoratori, che stanno trovando un preoccupante margine d’azione tra le maglie del Jobs Act".

"ARROGANZA E MALAFEDE". La situazione della Allison è stata illustrata nel dettaglio da parte dei rappresentati dei lavoratori. La Regione e il ministero dello Sviluppo economico hanno quindi concordato di attivare un’azione di vigilanza e di ispezione con il coinvolgimento del ministero del Lavoro. "Questa volta Allison ha superato il limite – ha detto al termine l’assessore Donazzan – manifestando arroganza e malafede nel gestire una situazione di crisi che in normali relazioni sindacali e con le istituzioni avrebbe trovato un esito diverso".

MINISTERO. Castano ha comunicato che chiederà al ministero del Lavoro di seguire con attenzione questa vicenda per evitare comportamenti aziendali contrastanti con la legislazione lavoristica. Inoltre ha confermato il proprio impegno per richiamare nuovamente la Allison alle responsabilità che le competono per quanto riguarda il proprio personale. A tal proposito rinnoverà la richiesta di partecipare ad un incontro nella sede istituzionale che meglio riterrà (al quale il MiSE sarà presente) per raggiungere rapidamente un'intesa.

SINDACATI. "La nostra disponibilità a trovare un punto di incontro – dichiara Marco Galtarossa, Segretario generale Filctem Cgil Padova – permane, ma non possiamo accettare l'arroganza di chi pretende che i lavoratori si rassegnino a ridurre drammaticamente i loro salari e a percorrere ogni giorno centinaia di chilometri, senza avanzare nessuna proposta compensativa. Così come non riteniamo accettabile che questi comportamenti siano premiati con incentivi che garantirebbero all'azienda risparmi in contribuzione di centinaia di migliaia di euro all'anno. Ci riteniamo particolarmente soddisfatti per la sensibilità dimostrata dalle Istituzioni nazionali e locali, che ci hanno assicurato l'indisponibilità a favorire atteggiamenti che, aggirando la legge, danneggerebbero i lavoratori e le loro famiglie".

LA BATTAGLIA DELLA ALLISON. La situazione della Allison è parecchio delicata. Da settimane i dipendenti sono in presidio permanente, dopo che l'azienda ha comunicato loro l'intenzione, indiscutibile, di trasferire lo stabilimento a Volta di Mantova. Una decisione che inevitabilmente ha messo in difficoltà i lavoratori, tra chi ha dovuto rinunciare al posto, perché impossibilitato a cambiare città, e chi, invece, si è reso disponibile a spostarsi, con tutto ciò che segue ad un trasferimento a centinaia di chilometri di distanza. I sindacati hanno a lungo tentato di trattare con i vertici aziendali, per garantire la mobilità a chi rimarrà disoccupato e un adeguato "accompagnamento" a chi dovrà spostarsi. Finora nessun accordo è stato raggiunto.

HAIER. Riflettori accesi anche su un'altra azienda padovana, la Haier di Campodoro, di cui a metà settembre i proprietari hanno annunciato la chiusura. Il senatore veneto dell'Unione di centro Antonio De Poli ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro al Lavoro e alle Politiche sociali, Giuliano Poletti, e a quello dello Sviluppo economico, Federica Guidi, chiedendo come si "intenda procedere per scongiurare la chiusura dello stabilimento, fronteggiare la crisi aziendale e giungere ad un serio impegno da parte della proprietà, in ordine al varo di un piano industriale in grado di agevolare un riposizionamento dell'azienda sul mercato". "Ci sono 102 dipendenti con le loro rispettive famiglie che non possono essere lasciate sul lastrico - ha concluso De Poli - queste famiglie attendono risposte. Ho chiesto al Governo di intervenire affinché si esplorino tutti i possibili strumenti per scongiurare la perdita dei posti di lavoro". Giovedì è previsto un incontro dedicato in Provincia.

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