Alluvione: prima della liquidazione famiglie e ditte vogliono gli acconti "bis"

Il coordinamento dei comitati veneti degli alluvionati plaude all'ordinanza commissariale che definisce i criteri per il ristoro dei danni subiti dai soggetti privati, ma solleva nuovi e vecchi problemi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Il coordinamento plaude il fatto che finalmente si sia arrivata alla ordinanza commissariale che definisce i criteri per il ristoro dei danni subiti dai soggetti privati: famiglie e imprese. Questa ordinanza contiene novità e decisioni che vanno nella giusta direzione e altre che invece non risolvono i problemi più volte evidenziati in questi mesi.

Iniziamo illustrando quelle che a nostro parere sono le risposte positive che l’ordinanza dà:

1. Definisce nel 75% la percentuale per il ristoro del danno, questa è la percentuale massima prevista dal OPCM 3906 ed è un traguardo non sperato fino a pochi mesi; infatti il continuo aggiungersi di nuovi comuni ipoteticamente o realmente colpiti dall’alluvione aveva fatto lievitare la somma dei danni da rimborsare specialmente quelli per opere pubbliche a cifre che avevano reso reso utopico poter conseguire anche solo un rimborso del 50% dei danni subiti; la struttura commissariale è riuscita ad arginare queste molte e alcune volte insostenibili richieste da parte dei comuni ma a nostro parere ancora molto c’è da lavorare in questa direzione;

2. Attribuisce giustamente le somme raccolte attraverso le donazioni sia tramite sms che tramite bonifici e pari a € 4.570.857,38 al ristoro dei danni degli alluvionati e non ad opere simbolo;

3. Attribuisce le somme provvenienti dal bilancio della regione e destinate dalla giunta alla struttura commissariale e pari a € 3.750.000 al fondo per il ristoro dei danni, con possibilità di incrementare ulteriormente questa somma di altri € 2.700.000, azioni e decisioni queste che dimostrano la sensibilità e la comprensione del commissario Zaia verso i problemi degli alluvionati e da noi sollevati creando le disponibilità per nuove ordinanze che vadano a rispondere più compiutamente alle necessità vitali e pressanti di famiglie e imprese.

Per quanto riguarda le mancate risposte o promesse del commissario:

1. Non vi sono gli stanziamenti per permettere a tutti i comuni e a i loro sindaci di distribuire alle famiglie e imprese la somma pari al 50% del rimborso danno previsto, su questo Zaia ad aprile si era impegnato e gli alluvionati si aspettavano già a maggio questo secondo anticipo che per alcuni comuni sarà possibile oltre che auspicabile grazie alle somme residue del primo acconto quello di dicembre 2010, mentre, secondo le nostre stime, questo non sarà possibile con le somme disponibili ai seguenti comuni di prima fascia: Caldogno, Soave, Bovolenta Veggiano e Este che meritano con urgenza la liquidazioni di un ulteriore acconto;

2. Non definisce i criteri per l’accettazione delle domande di rimborso in deroga al limite massimo di 30.000 euro fissato dall’OPCM per i danni agli immobili privati;

3. Non definisce quale sia l’importo di rimborso per i comuni e destinati al rimborso dei danni subiti alle opere pubbliche dei comuni;

Per quanto riguarda le mancate risposte, rimangono in piedi tutte le distorsioni contenute nella ordinanza della presidenza del consiglio su cui occorre intervenire. Le strade possibili sono o la modifica della ordinanza o azioni ad hoc utilizzando le risorse già stanziate dalla Regione ma non assoggettate alle rigidità della OPCM 3906, fra le mancante risposte vogliamo ricordare  il problema delle auto radiate invece che rottamate per le quali non è previsto nessun rimborso, i danni alle colture in campo non incluse, il valore troppo basso del ristoro per le scorte perdute e pari solo al 30%, le difficoltà a finanziare i lavori da parte delle famiglie più colpite e meno abbienti.

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