Cronaca

Amianto sulle navi della marina Tredici imputati rinviati a giudizio

13 persone, tra comandanti e direttori della marina militare, sono accusati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e cooperazione nel delitto colposo in concorso. Avrebbero provocato almeno 2 decessi

Omicidio colposo, lesioni personali colpose e cooperazione nel delitto colposo. Queste le accuse contro i 13 imputati (uno nel frattempo è deceduto) rinviati a giudizio dal tribunale di Padova nel processo "Marina Militare bis". 

OMICIDIO COLPOSO. Si tratta di comandanti e direttori della marina militare, coinvolti nell'inchiesta sulla presenza di amianto a bordo delle navi, indagati in relazione ai casi di morte da mesotelioma pleurico o di malattie correlate che avrebbero colpito decine di marinai, tra il 1984 e il 2001. Le contaminazioni da amianto avrebbero ucciso almeno due navali, il capitano di vascello Giuseppe Calabrò, di Siracusa, e il meccanico Giovanni Baglivo, di Tricase, nel Leccese.

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