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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca Selvazzano Dentro

Ancora una gelida notte in auto per Sergio Scalabrin

Unione inquilini: «E' pronta la diffida e il ricorso al Comitato ONU sui diritti umani». 

«Per fare fronte a sfratti come questo servono gli alloggi per l'emergenza abitativa – spiega Cesare Ottolini, Unione Inquilini – I comuni hanno la possibilità di destinare a questo scopo fino al 10% delle case popolari. E' da irresponsabili che la sindaca di Selvazzano non ne voglia nessuno». Ha passato un’altra gelida notte in auto di Sergio Scalabrin davanti alla sua casa venduta all'asta. Non è solo, anche nella mattinata di martedì 30 novembre, alcune persone sono venute a portargli solidarietà e qualcosa di caldo.Scalabrin è una persona mite di 70 anni, che lavora dall'età di 8, è malato con gravi patologie e invalido all'80%. Ha subito il fallimento incolpevole della sua impresa, è stato abbandonato da tutti, moglie e tre figli compresi. «Mi scuso per il disturbo che potrei aver causato con il videomessaggio che sta circolando in rete, ma è giusto che il mondo sappia e che qualcuno si vergogni di come sono trattate le persone». Il riferimento è alla sindaca di Selvazzano, Giovanna Rossi, dalla quale è finora arrivata solo la proposta di andare, a proprie spese, in un B&B a Rovolon, 480 euro al mese, cioè la sua pensione, più il costo dei pasti.

Freddo

«Sono rimasto incredulo, amareggiato e senza fiato – afferma Scalabrin – Ancora di più quando, violando in pubblico e dolorosamente la mia vita privata, mi ha invitato a contattare Avvocati di Strada per fare causa ai miei parenti perché si prendano cura di me. Perché dovrei fare causa contro chi sono divorziato e contro chi da tempo è impossibile qualsiasi dialogo, figuriamoci chiedere un aiuto?». La legge dà al signor Scalabrin il diritto di rimanere nella casa fino al 06/02/2022, diritto che ha fatto valere anche con le denunce ai Carabinieri quando, rincasando dopo aver prestato assistenza alla madre 94enne, più volte ha trovato la serratura cambiata. «Capisco le difficoltà di chi ha acquistato all'asta la mia casa. Purtroppo non ho alternative, ma traslocherò appena il Comune mi offrirà un'altra abitazione. In ogni caso, il proprietario potrà abitarci solo tra qualche mese perché, come ha dichiarato lo stesso, è necessario ristrutturarlo e metterlo a norma. Perciò gli ho proposto un accordo bonario che spero accetti: un'adeguata indennità di occupazione e piena disponibilità alle visite e ai sopralluoghi»

Documentazione

Il signor Scalabrin mostra tutta la documentazione che ha presentato al Comune. «Volevo fare anche domanda di casa popolare, non voglio passare davanti a nessuno, ma gli uffici del Comune hanno detto di no perché, al tempo del bando ATER, malgrado la mia casa fosse già stata venduta all'asta, risultavo ancora proprietario, in quanto il rogito è stato fatto solo lo scorso 6 ottobre».

Comune

«Selvazzano Dentro è un comune ricco – ricorda – Ci sono circa 1650 abitazioni sfitte, 137 alloggi di edilizia popolare di cui svariati vuoti, venduti, in vendita, non assegnati, oltre agli appartamenti vuoti dell'IRA, destinati proprio agli anziani. Basterebbe un po' di buona volontà, che non c'è. Questo non è il primo caso di sfratto e, purtroppo, non sarà l'ultimo. Il presidente dell'ATER e la sindaca hanno parlato di questo nell'incontro dello scorso 27 agosto? Oppure hanno valutato la sciagurata possibilità di vendere altre case popolari? Si saranno almeno messi d'accordo su chi doveva sistemare gli alloggi che non risultano ancora assegnati a chi sta aspettando da mesi in graduatoria?». In un comunicato di Unione Inquilini e Sacra Casa Sacra Famiglia leggiamo “Malgrado i ripetuti inviti e solleciti, finora la sindaca non ha ottemperato alle sue obbligazioni, umane, morali e sociali e legali. Secondo la L. 833/1978 è lei la responsabile della tutela della salute dei cittadini del suo comune, senza dimenticare le obbligazioni di cui all'art. 11 (diritto alla casa) e art. 12 (diritto alla tutela della salute) del Patto Internazionale sui Diritti economici, sociali e culturali, ratificato con L. 881/1977.”

Onu

«Sta alla sindaca di Selvazzano adempiere alle proprie responsabilità per evitare che lo sfratto diventi una guerra tra poveri e tragedia annunciata – sottolinea Alfredo Belluco, Sacra Casa Sacra Famiglia – Lo stato di salute di Scalabrin sta peggiorando con la cattiva stagione e la diffusione del COVID che sta risorgendo pericolosamente anche nel comune. Rischia danni gravi e irreparabili». Il caso è seguito con attenzione dalla Prefettura di Padova che ha inviato nei giorni scorsi una comunicazione ufficiale alla sindaca di Selvazzano. «Per rispettare le sue responsabilità legali – rilancia Ottolini – se non trova altra soluzione, basterebbe che la sindaca usasse dei suoi poteri emanando un'ordinanza di requisizione per l'emergenza, come è stato fatto con successo nel passato da sindaci di altre città, incluso Padova. E' pronta la diffida e il ricorso al Comitato ONU sui diritti umani». 

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