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Il poeta trevigiano Andrea Zanzotto

Il poeta trevigiano Andrea Zanzotto

Il poeta Zanzotto è morto: lunedì scorso il compleanno a Padova

Appena una settimana fa si era collegato in videoconferenza con il caffè Pedrocchi dove la città euganea gli aveva voluto dedicare una giornata di festa per il suo 90esimo anno. Questa mattina il decesso per collasso cardiocircolatorio all'ospedale di Conegliano

Si è spento questa mattina, alle 10.30 all'ospedale di Conegliano, il poeta trevigiano Andrea Zanzotto. 90 anni compiuti da poco, il 10 ottobre, e festeggiati in collegamento con Padova, città dalla quale aveva ricevuto il sigillo e nella quale si era laureato.

LE CAUSE. Il grande intellettuale, uno degli ultimi grandi poeti del secondo Novecento, è deceduto in seguito a un collasso cardiocircolatorio, dopo che negli ultimi anni le sue condizioni cliniche si erano aggravate: soffriva di problemi di natura cardiaca e respiratoria.

L'ULTIMO SALUTO. I funerali saranno celebrati venerdì 21 ottobre alle 15 nel Duomo di Pieve di Soligo (Treviso). La camera ardente sarà allestita da giovedì mattina al piano terra del polo chirurgico dell'ospedale di Conegliano. L'omaggio alla salma sarà possibile fino alle 13 di venerdì.

IN REGIONE. Il consiglio regionale, riunito per concludere l'approvazione dello Statuto, si è aperto oggi con un minuto di raccoglimento. "La nostra commozione e la nostra tristezza - ha affermato il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato - non possono che essere grandissime. Solo pochi giorni fa, il 10 ottobre, abbiamo celebrato a Padova i 90 anni del grande poeta Andrea Zanzotto. Personalmente ricordo i momenti di intensa commozione vissuti nel pomeriggio dello stesso giorno quando ho avuto l'opportunità di recarmi a Pieve di Soligo, nella sua casa, per consegnarli il "Leone del Veneto", l'onorificenza che il Consiglio viene consegnata ogni anno ad un veneto illustre". Prima del minuto di silenzio il consigliere del Pd Stefano Fracasso ha letto all'assemblea la poesia di Zanzotto "De Senectute".

A PADOVA. Il giorno del suo novantesimo compleanno è stato festeggiato al Caffé Pedrocchi di Padova, con Zanzotto collegato in video-conferenza perché ormai non usciva più di casa. A Padova, la città in cui si era laureato in Lettere nel 1942 con fra gli insegnanti Diego Valeri, e di cui aveva la cittadinanza onoraria, Zanzotto era molto legato.



LE ORIGINI. Nato a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, il 10 ottobre del 1921, da sempre impegnato in difesa dell'ambiente, ha trovato nei boschi, nei cieli, nel paesaggio della campagna veneta la sua ispirazione fin dall'infanzia, quando bambino andava con il padre pittore, antifascista, a contemplare il paesaggio che poi ritrovava a casa, nei suoi quadri. E proprio versi dedicati al padre ha voluto leggere il giorno del suo compleanno in cui è rimasto "toccato" dalle parole dell'"amico" Napolitano che ha ricordato i "comuni trascorsi studenteschi a Padova negli anni della guerra e dell'antifascismo".

L'OPERA. Autore prolifico di raccolte in versi ma anche di testi in prosa come “Sull'Altopianò”, Zanzotto ha usato il dialetto in un quarto della sua opera. Nel 1951 uscì la sua prima raccolta “Dietro il paesaggio” con cui vinse il Premio San Babila per gli inediti che aveva in giuria Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, Leonardo Sinisgalli e Vittorio Sereni. Nel 1968 venne pubblicata la sua raccolta, tuttora considerata la fondamentale: “La beltà”, presentata a Roma da Pier Paolo Pasolini, a Milano da Franco Fortini e recensita sul Corriere della sera da Eugenio Montale.

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