Antenna Terranegra, Bitonci: "Offro gratis area diversa, dimissioni cda commissione d'inchiesta su Spes"

Il sindaco di Padova interviene sul maxi-traliccio, contro la cui attivazione, i cittadini sono scesi in piazza e sono già state raccolte oltre 4mila firme. Scantamburlo: "Affitto concesso dopo le autorizzazioni"

L'antenna di Terranegra

Sabato scorso, i cittadini sono scesi in piazza contro la maxi-antenna di Terranegra. Una camminata "pacifica" dal Giardino dei Giusti, indetta dal comitato spontaneo Tutela ambiente salute territorio, fino all'"eco-mostro", contro la cui attivazione sono già state raccolte oltre 4mila firme. Il traliccio è stato costruito su un terreno di proprietà della Spes - istituzione pubblica padovana di assistenza e beneficenza, che ha nel suo consiglio di amministrazione esponenti del Comune, della Provincia e della Curia -, che lo ha affittato per 30 anni ad una società privata.

LE RESPONSABILITÀ. La vicenda è complessa. Secondo l'Arpav, ai controlli preventivi tutto è in regola, per la Provincia l'autorizzazione è un atto dovuto, mentre, per il Comune, la concessione edilizia è una questione tecnica che non afferisce alla giunta. La Spes, a sua volta, sostiene che il contratto di locazione era vincolato al parere favorevole dei tre enti preposti, e che, quindi, tutto si è svolto in piena regola.

"DIMISSIONI CDA E COMMISSIONE D'INCHIESTA SU SPES". Sulla questione, lunedì, è intervenuto il sindaco di Padova, Massimo Bitonci, chiedendo le "immediate dimissioni del consiglio di amministrazione della Spes e l’istituzione di una commissione di inchiesta che valuti le responsabilità del presidente Dino Scantamburlo, ex parlamentare e noto esponente del Partito Democratico, dell’amministrazione comunale che ci ha preceduto e che lo ha nominato, e della Provincia".

"UN'ALTRA AREA GRATIS". "Non è il momento di giocare allo scarica barile - ha asserito Bitonci - ho sentito l’azienda che ha installato l’antenna, a cui ho offerto un’area diversa, a titolo gratuito, lontano da case e parchi pubblici, su cui impiantare un altro dispositivo. Ho anche chiesto - ha dichiarato - che siano installati, a sue spese, dei dispositivi per il rilevamento di emissioni elettromagnetiche. I dati, frutto delle rilevazioni, dovranno essere costantemente comunicati al Comune che provvederà a renderli immediatamente pubblici".

LA SPES. "Ribadisco - sottolinea Dino Scantamburlo - che noi abbiamo concordato con la società privata di dare in locazione solo dopo che quest'ultima avesse ottenuto i permessi di Arpav, Comune e Provincia, quindi tutto si è svolto secondo le regole".

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