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Antenna di Terranegra: Comune Provincia e Arpav davanti al Tar

Sette componenti del comitato sorto tra i contrari alla presenza del maxi-traliccio hanno impugnato i documenti che hanno reso possibile la realizzazione dell'ecomostro. Avvocatura civica autorizzata a resistere

La questione dell'"Antennone"? di Terranegra finisce davanti al Tar. Sette componenti del comitato sorto tra i residenti contrari all'attivazione del traliccio di oltre cento metri che ospita ripetitori ed antenne radiofoniche hanno presentato ricorso contro il comune di Padova, la Provincia e l'Arpav.

L'ANTENNA DI TERRANEGRA. L'ecomostro è sorto a luglio in una zona densamente abitata, vicino a parchi, scuole, centri parrocchiali, ospedali, strutture per anziani, a pochi chilometri dal centro della città. La paura è ovviamente che l'antenna possa essere rischiosa per i residenti e per chi si trovi nel raggio d'azione del traliccio.

AUTORIZZAZIONE A RESISTERE. I sette residenti hanno impugnato la documentazione che ha permesso la realizzazione della maxi antenna, ovvero le autorizzazioni e i provvedimenti emanati dalla provincia di Padova, i pareri espressi dall'Arpav, e il silenzio-assenso del Comune. Martedì, la giunta ha autorizzato "il sindaco a costituirsi in giudizio avanti al Tar del Veneto, resistendo all'azione proposta contro il Comune di Padova" e "di dare incarico per la difesa del Comune alla civica avvocatura nella persona degli avvocati Vincenzo Mizzoni, Marina Lotto, Paolo Bernardi e Paola Munari".

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