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Una nonnina padovana decide di lasciare la sua villetta ai profughi

La donna, di 90 anni, ha dato la sua casa a Sarmeola di Rubano in affitto a metà prezzo all'associazione "Percorso Vita Onlus", per accogliere dieci migranti arrivati a Padova: "Avevano bisogno d'aiuto"

Non è riuscita a rimanere indifferente alle centinaia di morti nel naufragio al largo della Libia. Mentre le immagini scorrevano in tv, Mara Gambato, una nonnina padovana di 90 anni, ha deciso di fare qualcosa. E l'occasione non ha tardato ad arrivare. L'architetto Sergio Ventura, marito della nipote dell'anziana, ha ricevuto una richiesta d'aiuto da parte di alcuni amici, al servizio dell'associazione "Percorso Vita Onlus" di don Luca Favarin, alla ricerca di alloggi in cui poter ospitare i migranti in arrivo nel Padovano: "La zia aveva una casa in vendita a Sarmeola di Rubano, ferma da un po'. Le abbiamo chiesto se fosse disponibile ad affittarla per dare una casa a queste persone, e lei ha accettato".

NONNA LASCIA LA CASA AI PROFUGHI. Sono ormai un paio di settimane che dieci profughi di origini africane sono ospiti nella villetta della nonna padovana. A coprire le spese dell'affitto è l'associazione, che si occupa di tutte le incombenze del caso. La quota stabilita dal contratto è inferiore rispetto al valore dell'immobile sul mercato, ma l'architetto non ci tiene a sottolineare questo particolare, perché non è la rendita economica il motore di questo gesto di solidarietà: "Abbiamo dato la casa perché qualcuno aveva bisogno d'aiuto - spiega l'architetto Ventura - i volontari di don Luca hanno anche fatto qualche lavoretto e risistemato i locali, inoltre c'è una persona che si occupa di insegnare ai migranti l'italiano".

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LA POLEMICA SULLE CASE PRIVATE AI PROFUGHI. Un atteggiamento di apertura che si scontra con posizioni come quella del sindaco di Padova Massimo Bitonci, che, proprio giovedì, ha ribadito la sua contrarietà all'accoglienza di "cosiddetti profughi" in case private, annunciando l'intenzione di impugnare in contratti d'affitto. Nei giorni scorsi il primo cittadino aveva anche lanciato una raccolta firme, che ha già raggiunto le mille adesioni, e annunciato la decisione di partecipare alla fiaccolata di protesta organizzata da un comitato di cittadini. "Non mi meraviglia la paura - commenta Ventura - ma credo che l'unico modo per trovare il giusto equilibrio sia quello di avvicinarsi e conoscersi, non puntare il dito contro queste persone e additarle come bestie".

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DOPO 15 GIORNI. Dopo 15 giorni dall'arrivo nella villetta di Sarmeola dei 10 immigrati, nessun pentimento da parte dei proprietari di casa: "Siamo andati a vedere se i ragazzi avessero bisogno di qualcosa, ma don Luca è molto organizzato e tutto procede bene, cucinano, mangiano, studiano la lingua". E sulla reazione dei vicini di casa alla presenza dei nuovi inquilini: "Ognuno ha le sue posizioni in queste cose - ha detto - le persone con cui abbiamo parlato ci hanno fatto i complimenti".

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