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Api decimate nei campi: colpa degli insetticidi del mais

La moria di insetti non sarebbe dovuta agli insetticidi sui fiori durante l'impollinazione, ma al contatto con gli insetticidi lanciati dalle seminatrici mentre le api sono in volo sui campi di mais. Lo dimostra uno studio dell'Università di Padova

Ad uccidere le api, decimate negli ultimi anni in percentuali comprese tra il 40 e il 60% della popolazione, sarebbero gli insetticidi. Bella scoperta dell'acqua calda, si potrebbe pensare, senonché è uno studio dell'Università di Padova nell'ambito del progetto "Apenet", pubblicato nell'ultimo "Journal of Environmental Monitoring", a fare chiarezza e introdurre un'ipotesi innovativa.

La moria di api non sarebbe infatti dovuta – come finora ipotizzato dalla letteratura in materia - al contatto con insetticidi presenti sul fiore quando queste di posano per l'impollinazione, bensì al contatto diretto con gli insetticidi lanciati dalle macchine seminatrici mentre le api sono in volo.

Per raccogliere nettare e polline di tarassaco, colza, pruni, ciliegi, le api devono spesso attraversare campi destinati a mais, con viaggi continui e costanti che inevitabilmente le espongono al contatto con le macchine che spruzzano l'insetticida che per loro è fatale. Nelle api trovate morte vicino ad una seminatrice, dopo un solo volo, sono state trovate concentrazioni tra i 50 e 1.000 nanogrammi (miliardesima parte di un grammo) di insetticida usato in agricoltura.

Una ricerca firmata dal gruppo di esperti coordinati dai professori Vincenzo Girolami, del dipartimento di Agronomia ambientale e produzioni vegetali, e Andrea Tapparo, del dipartimento di Scienze chimiche dell'ateneo patavino.

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