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Appalto a Serenissima, Sinigaglia: “Si convochi urgentemente Commissione Sociosanitaria"

Sinigaglia in una lettera: "L’aggiudicazione a Serenissima Ristorazione Spa della gara regionale per la refezione ospedaliera adesso passa alla fase operativa. Ma i problemi connessi a questo appalto restano tutti aperti"

“L’aggiudicazione a Serenissima Ristorazione Spa della gara regionale per la refezione ospedaliera adesso passa alla fase operativa. Ma i problemi connessi a questo appalto restano tutti aperti, con una serie di interrogativi che avevamo posto ancora nei mesi scorsi senza risposte esaustive da parte della Giunta. A questo punto è indispensabile convocare urgentemente una seduta della Commissione sociosanitaria per affrontare con Azienda Zero quei nodi che inesorabilmente sono arrivati al pettine". A chiederlo con una lettera ufficiale è il consigliere regionale del Pd, Claudio Sinigaglia, assieme ai colleghi Bruno Pigozzo e Orietta Salemi (PD), Piero Ruzzante (LeU), Patrizia Bartelle e Jacopo Berti (M5S), Franco Ferrari (Lista AMP) e Giovanna Negro (Veneto del Fare).

Le questioni 

“Visto che nel capitolato della gara d’appalto è stata inserita una clausola che vieta di usare le cucine degli ospedali per la preparazione dei pasti, vogliamo sapere in particolare quanti centri cottura ospedaliera verranno chiusi in Veneto a seguito dell’aggiudicazione a Serenissima spa e di conseguenza quale destino avrà tutto il personale che lavora presso questi centri. Verranno ricollocati o  lasciati a casa invocando una riorganizzazione del sistema lavorativo? Che fine faranno poi tutte le strutture predisposte per la cottura e ad oggi operative? Sono tutte inagibili e da buttare?”.

"Quale sistema di distribuzione pasti?"

L’esponente dem osserva infine che “di fronte alla decisione di concentrare tutta la ristorazione in un’unica cucina per tutto il Veneto, precisamente nel centro di cottura di pasti precotti di Boara Pisani, è impossibile non chiederci quale sistema di distribuzione dei pasti verrà introdotto e, soprattutto, con quali effetti sulla qualità stessa dei pasti per l’utenza ospedaliera”.

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