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Uno scooter Mbk

Uno scooter Mbk

Arcella, fuggono sul motorino e a piedi: arrestati in bicicletta

Due stranieri scappano su un motorino da una volante della polizia. Inizia l'inseguimento tra le vie del quartiere prima in auto e poi a piedi. Gli agenti bloccano due topi d'appartamento grazie a una bici presa in prestito

Prima li hanno inseguiti in auto, poi a piedi e quindi in bicicletta. Hanno dovuto sudare parecchio i poliziotti, che ieri sera hanno acciuffato due stranieri in fuga nel quartiere Arcella. Alla fine, però, gli agenti della squadra mobile sono riusciti ad arrestare il 23enne tunisino Zindiya H. e Michi S., 21 anni, originario del Marocco.

STRANIERI IN FUGA. Alle 18.35, durante un giro di perlustrazione lungo via Tiziano Aspetti, la volante della polizia ha incrociato uno scooter sospetto montato da due persone. L’auto ha subito effettuato un’inversione a “U” e acceso le sirene per controllare il mezzo: uno scooter Mbk poi risultato rubato. Anziché fermarsi al segnale degli agenti, i due motociclisti però hanno accelerato e sono scappati confondendosi in mezzo al traffico veicolare per nascondersi tra vicoli e viuzze del rione.

POLIZIA IN BICI. Con le forze dell’ordine alle calcagna, in via Zanchi, i due fuggitivi hanno lasciato il motorino e si sono divisi tentando di dileguarsi a piedi. Per acchiapparli i poliziotti hanno beneficiato di un prestito provvidenziale: la bicicletta di un cittadino.

PRESI. Dopo aver assistito alla scena, un ciclista di passaggio ha offerto il suo mezzo a uno degli agenti, che ha potuto così catturare Zindiya M. e Michi S. nelle vie Canova e Pierobon.

cacciaviti-2CACCIAVITI. Nel motociclo Mbk, di cui era già stato denunciato il furto lo scorso 3 agosto, la polizia ha trovato due cacciaviti di 13 e 16 centimetri. Attrezzi che la squadra mobile di Padova ha riconosciuto come elementi idonei alla forzatura di porte, finestre e cancelli.

LADRI. Gli uomini arrestati erano dunque due “topi” d’appartamento, che si apprestavano a svaligiare qualche abitazione della zona. Gli agenti dell’ispettore capo Marco Calì li hanno condotti in carcere con l’accusa di ricettazione indagandoli pure a piede libero per possesso di arnesi da scasso e resistenza a pubblico ufficiale.
 

 

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