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L'arena come non l'avete mai vista: via la recinzione con la Cappella degli Scrovegni

Il Comune di Padova, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio con sede a Padova, ha da poco ultimato i lavori di restauro dell’unico muro fino a oggi visibile dell’anfiteatro

Il Comune di Padova, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio con sede a Padova, ha da poco ultimato i lavori di restauro dell’unico muro fino a oggi visibile dell’anfiteatro, quello che fa da quinta architettonica alla Cappella degli Scrovegni.

L'INTERVENTO

"L’intervento all’Arena - commenta l’Assessore alla Cultura Andrea Colasio - ha portato alla luce nuovi dati che confermano l’importanza di una più ampia e compiuta valorizzazione dell’intera area. Essa si configura infatti come una naturale estensione all’aperto del Museo Archeologico e in questa direzione l’Amministrazione intende lavorare, con l’intento di restituire ai padovani e ai turisti un’area archeologica impreziosita dal capolavoro della Cappella Scrovegni e prossima a un giardino storico di grande fascino. Per questo abbiamo deciso anche di togliere la recinzione che divide la Cappella dall’area dell’Arena e che non ha alcuna ragione d’essere. Fu eretta infatti negli anni ‘30 del secolo scorso, a protezione della Cappella, quando l’area dell’Arena divenne giardino pubblico. Oggi l’anfiteatro dell’Arena è parte del Complesso Museale degli Eremitani, non è fruibile come giardino pubblico e quindi una simile barriera non ha più significato".

I NUOVI SCAVI

In attesa di una valorizzazione definitiva dell’anfiteatro, intanto, il prossimo fine settimana si potrà apprezzare in anteprima l’esito dei nuovi scavi, in un percorso accompagnato dagli archeologi della ditta Archetipo s.r.l. e da Marianna Bressan. Sabato 11 e domenica 12 novembre gli archeologi saranno a disposizione dei visitatori che vorranno scoprire cosa di nuovo è emerso in questi giorni durante gli scavi dell’Arena, l’unico grande monumento della Padova romana in parte conservato ancora oggi fuori terra in città. L’Arena è in realtà quello che gli archeologi chiamano anfiteatro, cioè un edificio di forma ellittica, con spalti per gli spettatori tutt’intorno a uno spazio destinato a spettacoli molto in voga duemila anni fa e molto cruenti, come i combattimenti tra i gladiatori, le cacce agli animali feroci e le martirizzazioni.

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