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Veneto sempre più caldo: Arpav fa il punto sui cambiamenti climatici e adotta un super radar

Durante un convegno nella base di Teolo sono state illustrate le nuove strumentazioni in arrivo sui Colli e sulle Dolomiti. Entro la fine del secolo fino a +4 gradi in media

Investimenti e nuove apparecchiature all'avanguardia per prevedere gli eventi climatici eccezionali e le modificazioni termiche su vasta scala. Come riporta il Corriere del Veneto, di questo e di molto altro si è parlato al convegno organizzato giovedì al centro Arpav di Teolo.

L'avanguardia sulle Dolomiti

Fulcro dell'incontro la presentazione della nuova sala operativa e la gestione degli ultimi finanziamenti ottenuti, volti a migliorare in particolare la strumentazione per le previsioni nelle due centrali di Teolo, sui colli Euganei, e di Arabba, nel Bellunese. Dalla Regione sono arrivati 1,5 milioni di euro, mentre altri 650mila verranno stanziati a breve. Si prevede l'acquisto di un nuovo radar mobile per realizzare previsioni ad alto grado di accuratezza nell'area dolomitica, che verrà probabilmente installato sul monte Rite sopra all'abitato di Cibiana.

L'importanza della sicurezza

L'assessore regionale all'ambiente Gianpaolo Bottacin è interessato soprattutto a futuro della montagna. Oltre ai due radar presenti in pianura, a Teolo e Concordia Sagittaria, grazie ai soldi della regione ne arriverà uno nuovo per monitorare l'arco dolomitico, anche nell'ottica di offrire un servizio d'eccellenza in previsione dei mondiali di Cortina 2021 e, si spera, delle Olimpiadi del 2026. Bottacin insiste anche sulla questione sicurezza, sottolineando la necessità di previsioni accurate che possano prevedere fenomeni improvvisi e disastrosi, come le bombe d'acqua in pianura o le frane in montagna.

L'andamento termico veneto: in arrivo estati torride

Entusiasta il direttore Nicola Dell’Acqua, che dichiara la sua soddisfazione per il piano di investimenti. La necessità di adottare nuove tecnologie nasce dall'analisi della situazione climatica degli ultimi 50 anni, che ha registrato un preoccupante aumento generale delle temperature e delle precipitazioni. Impressionano anche i numeri relativi alle previsioni a lunghissimo termine, cioè entro a fine del secolo. A partire dagli anni Cinquanta in Veneto l'andamento climatico segue il trend europeo, con un aumento medio annuale di circa 1,8 gradi centigradi tra il 1955 e il 2004, ancor più accentuato nei mesi estivi. Sono conseguentemente aumentate anche le temperature minime (di circa 1,1 gradi) e le notti calde. Dalla metà degli anni Duemila l'aumento termico è stato di circa 1,3 gradi e per il futuro, tra il 2070 e la fine del secolo, si prevedono innalzamenti delle temperature di addirittura 4 gradi in estate e autunno e di 3 gradi in inverno e primavera.  

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