Arpav Day, protesta contro la chiusura del laboratorio di Padova

Dopo l'annuncio della dismissione entro breve anche della sede cittadina dell'Agenzia regionale per la prevenzione e protezione dell'ambiente, la protesta dei lavoratori lunedì 17 giugno dalle ore 11 davanti ai cancelli di via Matteotti

La protesta dei lavoratori dell'Arpav di Padova di un anno fa

Sono già stati chiusi i laboratori di Rovigo, Belluno e Vicenza, oltre ad alcune sedi collocate nel territorio. Il piano di riorganizzazione dell'Arpav, l’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale, annunciato ancora nell'ottobre 2011 dal direttore generale Carlo Pepe, sta venendo mano a mano attuato. Ora toccherebbe anche al laboratorio di Padova.

ARPAV DI PADOVA: L'annuncio della chiusura ancora nel 2011

ARPAV DAY. Contro lo smantellamento dell'ennesima sede si riuniscono oggi, lunedì 17 giugno, i lavoratori - una 40ina quelli impiegati solo nel laboratorio euganeo per il quale è stata annunciata la dismissione - con un sit-in di protesta, già ribattezzato "Arpav Day", dalle ore 11 alle 13 di fronte ai cancelli della sede di via Matteotti 27 a Padova. A partecipare saranno i lavoratori da tutto il Veneto, per dar vita ad una mega assemblea davanti alla sede dell’Ente che, denunciano le Segreterie regionali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e la stessa Rsu Arpav "a fronte di un decurtamento delle risorse del 13% (8 milioni di euro su 64), si sta sfaldando pezzo dopo pezzo con il rischio di togliere alla comunità veneta una struttura importante per la prevenzione e la protezione ambientale".

UN ANNO FA: La prima protesta dei lavoratori del laboratorio di Padova

LA DENUNCIA DEI SINDACATI. Obiettivo dell'assemblea all'aperto sarà anche quello di sensibilizzare i cittadini, ricordando le funzioni dell’Arpav in materia di tutela del suolo, dell’aria e delle acque. “La salvaguardia dell’ambiente - recita una nota a firma delle Segreterie regionali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e della stessa Rsu Arpav -  è riconosciuta come un diritto fondamentale dell’individuo. Dopo quanto emerso con l’Ilva di Taranto, e col tragico tributo che gli abitanti del quartiere Tamburi continuano a pagare, non possiamo più avere dubbi: l’ambiente si tutela con la prevenzione e il controllo indipendente del territorio. Questo è il compito istituzionale di Arpav. Ma chi governa il Veneto, una delle regioni più industrializzate d’Europa, sembra dimenticarsene: Arpav è una palla al piede per tutti e nessuno vuole finanziarla! La sanità nicchia, l’assessorato all’Ambiente ci dà scarso sostegno, e Turismo e Agricoltura, che pur fruiscono dei nostri servizi, non danno alcun contributo: sembra che tutti desiderino un’Arpav disarmata e immobile".

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