Chiude laboratorio Arpav a Padova Dipendenti trasferiti sede Mestre

Il trasloco è stato fissato per il 15 ottobre. I sindacati sul piede di guerra per evitare che il centro sia smantellato, inviata anche una lettera a Prefetto, Comune e Regione, ma per ora nulla cambia

Lavoratori dell'Arpav in protesta nel 2013 contro la chiusura della sede di Padova

Le segreterie Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl, Uil Pa del Veneto hanno deciso lo stato di agitazione di tutti i dipendenti veneti dell’Arpav a fronte dell’improvvisa chiusura del laboratorio di Padova di via Matteotti ed il trasferimento dal 15 ottobre di tutto il personale a Mestre. In una lettera hanno chiesto un incontro col Prefetto e interessato il Comune e la Regione.

ECCELLENZA NAZIONALE. "Il Laboratorio Arpav di Padova – osservano i sindacati nella nota - è stato riconosciuto struttura di eccellenza nazionale per l'analisi specialistica ambientale. Recentemente il consiglio regionale ha votato, a larga maggioranza, una mozione, invitando la giunta a rivedere, nell'ambito del progetto di razionalizzazione di Arpav, la decisione di chiudere il laboratorio di analisi di Padova al fine di garantire alla popolazione locale e regionale un eccellente strumento di prevenzione e promozione della salute collettiva e dell'ambiente".

A GIUGNO 2013 ARPAV DAY: Lavoratori mobilitati contro la chiusura della sede di Padova

CONTESTAZIONI. "Contro tale chiusura – proseguono i sindacati - come contro la chiusura di numerose altre strutture territoriali di Arpav, si sono espressi molti amministratori locali e cittadini convinti che ciò comporterebbe un gravissimo danno alla collettività per le capacità di presidio del territorio e di analisi ai fini della prevenzione ambientale in capo alla struttura, a fronte di un risparmio solo teorico, incerto e mai quantificato. Come organizzazioni sindacali e Rsu abbiamo ripetutamente chiesto un confronto con la direzione generale dell’Arpav invitandola a riflettere sulla decisione e proponendo una soluzione sperimentale, nella continuità del servizio, in attesa di poter verificare congiuntamente la cornice complessiva che al momento presenta numerose incertezze. In particolare esse riguardano la valutazione del reale fabbisogno di personale a seguito della sperimentazione; gli esiti dell’applicazione della legge sui prepensionamenti che dovrebbe interessare un numero importante di lavoratori; l'attesa delle circolari applicative relative alla legge per individuare i criteri di trasferimento del personale oltre che le possibilità di reperire le risorse economiche previste dalla stessa norma; la decisione della giunta regionale in relazione alle indicazioni del consiglio; l'esito dell’interrogazione parlamentare rivolta ai ministri della Salute, dell'Ambiente e del Lavoro. Nonostante la situazione complessiva necessiti di chiarezza, la direzione ha inviato ai lavoratori le lettere di trasferimento obbligatorio. Per questo al fine di espletare un tentativo di conciliazione, prima di proclamare altre iniziative, senza escludere anche uno sciopero, e a ricercare una soluzione condivisa, le organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro al Prefetto".

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