Inseguimento rom-polizia: giudice scarcera tutti e quattro i malviventi

I precedenti penali che gravano su di loro non sono compatibili con il regime di reclusione. Con questa motivazione, gli autori del furto e, conseguente fuga di lunedì scorso a Padova, sono già tornati in libertà

Il campo nomadi di via Longhin

Arrestati per furto aggravato in concorso e ricettazione, sono giù tornati in libertà. I quattro nomadi finiti in cella a seguito dei fatti avvenuti lunedì a Terranegra, quartiere di Padova, sono già fuori. Secondo quanto riportato dai quotidiani locali, la pena è sospesa dal momento che precedenti penali che gravano su di loro non sono compatibili con il regime di reclusione.

PRECEDENTI. M.S., padre della bimba di 8 mesi, coinvolta senza arte nè parte in questo inseguimento, aveva precedenti per guida senza patente, possesso di arnesi da scasso, furto con destrezza e resistenza a pubblico ufficiale. S.S., la madre ha solamente un concorso in furto con destrezza, mentre S.S., come il minore alla guida N.S, è incensurata.

I FATTI. L'episodio risale al pomeriggio di lunedì quando è nato un inseguimento a folle velocità in zona Stanga a Padova. Una pattuglia della squadra volanti si è messa sulle tracce di un'auto con bordo cinque nomadi, tra cui una bimba di appena 8 mesi. L'episodio si è verificato tra via Boccaccio e ponte dei Graissi. All'altezza del campo nomadi di via Longhin, l'auto in fuga è finita fuori strada. Mentre i poliziotti facevano il loro intervento, le persone a bordo della vettura hanno iniziato ad inveire contro i giornalisti, giunti sul posto per seguire la vicenda. Sono partite minacce di morte e l'intimazione ad allontanarsi dalla zona.

SEGNALAZIONE. Il tutto aveva avuto origine da due segnalazioni, quelle di un cittadino, che aveva notato un'auto "sospetta", e, subito dopo, quella di una donna, a cui era appena stata rubata la borsa dal'auto. La signora derubata è una mamma che si era recata alla English School di via Forcellini a prendere il figlio. Il tempo di allontanarsi dalla macchina per recuperare il ragazzo: al ritorno, vetro rotto e borsetta "sparita".

"BATTESIMO DI FUOCO". La polizia aveva dato, dunque avvio alle ricerche, intercettando la vettura in questione, una Renault Clio, all'altezza di via Boccaccio. Dopo uno spericolato inseguimento, e l'uscita di strada dell'auto in fuga, gli agenti avevano avuto modo di verificare che, a bordo del mezzo, c'erano 5 persone, tutte appartenenti a due note famiglie rom. Alla guida, un giovane neppure maggiorenne, di 16 anni, al suo "battesimo di fuoco". Il ragazzo, finora incensurato, diversamente dagli altri occupanti dell'abitacolo, è stato infatti denunciato per guida senza patente e resistenza a pubblico ufficiale.

I TRE ADULTI A BORDO. Gli altri tre adulti a bordo, un uomo, parente del conducente, S.M., di 18 anni, e due donne, sorelle fra loro, S.S., di 22 anni, e S.S., 18 anni, quest'ultima compagna del primo e genitore, con lui, della neonata, sono stati tutti denunciati per furto aggravato in concorso. L'uomo, avendo precedenti, era stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.

LA REFURTIVA IN AUTO. Nell'auto, era stata rinvenuta, intatta, la borsa di cui era stato denunciato il furto. Il maltolto era stato restituito alla legittima proprietaria. Sempre all'interno del mezzo, occultati sotto il seggiolino della bambina, era stati recuperati un orologio ed una chiavetta usb, entrambi proventi di furto, l'ultima rubata lo scorso 6 ottobre, sempre all'ìinterno di un'auto. Fra gli oggetti, anche un paio di forbici.

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