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Maurizio Tramonte in un'immagine di archivio. ANSA/FILIPPO VENEZIA

Maurizio Tramonte in un'immagine di archivio. ANSA/FILIPPO VENEZIA

Strage di Piazza della Loggia, Tramonte arrestato in Portogallo: era a Fatima

Il giorno dopo la sentenza della Corte di Cassazione che conferma gli ergastoli per i due neofascisti Maggi e Tramonte. Quest'ultimo risultava irraggiungibile da giorni

Lo hanno trovato a Fatima. La polizia portoghese, dopo una segnalazione arrivata dal Ros dei carabinieri, ha arrestato Maurizio Tramonte, condannato all'ergastolo in Cassazione per la strage di Piazza della Loggia.

PRESO TRAMONTE. Il neofascista padovano risultava irraggiungibile da diversi giorni. "Non ho parlato con Tramonte dopo la sentenza", aveva affermato il suo legale. All'altro condannato, Carlo Maria Maggi, gravemente malato, il provvedimento è stato invece notificato dai carabinieri nella sua abitazione a Venezia.

IL SINDACO DI BRESCIA. Quel giorno nella principale piazza bresciana morirono otto persone e oltre cento furono ferite. La sentenza definitiva arriva 43 anni dopo e ratifica quanto deciso dai giudici d’appello il 22 luglio 2015. "È la vittoria di una città che testardamente ha voluto la verità processuale che non era scontato arrivasse". Così il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, ha commentato la condanna all'ergastolo per Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte: "La sentenza rivela in maniera chiara la matrice politica di quella strage e mette un punto fermo sulla verità storica che era ampiamente acquisita ma che oggi si consolida - ha aggiunto il primo cittadino - devo dire grazie alla magistratura che ha svolto una funzione inquirente e giudicante dimostrando grande coraggio. Seppur tardivamente le istituzioni hanno vinto la partita", ha concluso Del Bono.

DOMICILIARI. Nel pomeriggio di mercoledì, il provvedimento di esecuzione della pena all'ergastolo per il veneziano Carlo Maria Maggi, ritenuto responsabile dalla Cassazione della strage di Piazza della Loggia con Maurizio Tramonte, è stata sospesa e commutata negli arresti domiciliari. Lo si apprende da fonti investigative. Il Tribunale di Sorveglianza ha verificato l'inapplicabilità della pena, per le gravi condizioni di salute di Maggi, 80enne, e la Procura generale di Milano l'ha sospesa e commutata in detenzione domiciliare. Il provvedimento era stato notificato stamane dai Carabinieri di Venezia e del Ros.

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