Spacciava nei parchi dopo le richieste via Telegram: 18enne arrestato, molti minorenni tra i suoi clienti

Lo studente di Saonara ha iniziato la sua attività illecita nel maggio 2017: un suo cliente minorenne nell’arco di due anni ha versato oltre 2.000 euro per i suoi acquisti

I carabinieri nel parco di via Rovigo a Saonara, da dove sono partite le indagini

Appena maggiorenne, eppure già figura di riferimento dello spaccio: arresti domiciliari per N.C., studente 18enne di Saonara.

Gli arresti domiciliari

I carabinieri della stazione di Legnaro hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Padova nella mattinata di giovedì 4 aprile. L’indagato deve rispondere del reato di vendita di hashish e marijuana a numerosi assuntori, anche minorenni, commesso nei comuni di Padova e Saonara (per lo più all’interno di parchi pubblici e altri luoghi di aggregazione giovanile) dal maggio 2017 al marzo 2019.

L'indagine

Il provvedimento restrittivo è stato emesso al termine di una prolungata attività d’indagine, iniziata a settembre 2018 quando nel parco di via Rovigo a Saonara i carabinieri di Legnaro controllarono un gruppo di ragazzi minorenni del posto, trovandone uno in possesso di 0,52 grammi di hashish che, come emerso dai successivi accertamenti, erano stati precedentemente venduti dallo studente, loro conoscente. Ha avuto così inizio un’attività di ricostruzione delle cessioni già avvenute in passato e il monitoraggio dell'attività illecita che il giovane continuava a svolgere nei confronti di numerosi studenti, per la maggior parte minorenni, che compravano hashish e marijuana al prezzo di 10 euro al grammo all'indagato già dal maggio del 2017, quando ancora era minorenne. E la vendita avveniva in luoghi di particolare afflusso e ritrovo di studenti, quali parchi pubblici di Padova e Saonara e spesso anche in prossimità del patronato di Villatora di Saonara. Le indagini hanno consentito di ricostruire, nel tempo, varie centinaia di cessioni di stupefacente: l'esempio più significativo è quello di un “cliente” minorenne, che nell’arco di due anni ha versato oltre 2.000 euro all’indagato per i suoi acquisti.

Contatti via social network

Le modalità di accordo tra lo spacciatore e i suoi clienti erano particolarmente collaudate: il 18enne era solito comunicare con i suoi compratori attraverso i vari social network o applicazioni come Telegram, avendo cura di cancellare i messaggi subito dopo per non lasciare nessuna traccia delle conversazioni.

Carabinieri Spaccio 2-2-2

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