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Il luogo del delitto

Il luogo del delitto

Arrestato l'omicida dell'anziana Liliana Armellini: si tratta di un 37enne tossico del posto

A distanza di un anno, i carabinieri arrivano al colpevole: l'uomo, fidanzato della badante, voleva i soldi per comprarsi la droga e ha ammazzato l'anziana per 1000 euro

I Carabinieri del Comando Provinciale di Padova, a distanza di un anno e mezzo, hanno arrestato l’autore dell’omicidio dell’anziana Liliana Armellini, il cui corpo senza vita fu rinvenuto la mattina del 23 maggio 2016, riverso a terra e con le caviglie immobilizzate con nastro da imballaggio, al piano terra della sua abitazione di via Pilastro 71 in Este. Si tratta di un italiano 37enne del posto.

L'ARRESTATO

L'indagine coordinata dal sostituto procuratore di Rovigo Fabrizio Suriano ha consentito di costruire un grave quadro indiziario nei confronti di Michele Bonaldo, 37enne di Casale di Scodosia, che è stato arrestato lo scorso 14 dicembre ed è ora detenuto presso la casa circondariale di Rovigo. L'attività investigativa condotta attraverso intercettazioni e testimonianze ha permesso di ricostruire la dinamica dell'omicidio. A cavallo tra il 22 e il 23 maggio del 2016 uno o più persone erano entrate nella casa delle sorelle Armellini, immobilizzandone una con del nastro per imballaggio, mentre l'altra era impossibilitata ad aiutarla, essendo inferma al piano superiore. Chi è entrato in casa aveva con tutta probabilità le chiavi dell'abitazione, non essendovi segni di danneggiamento sulla porta. L'esame autoptico ha poi evidenziato ripetute violenze sull'anziana e anche l'assunzione di farmaci anti depressivi che l'avevano ulteriormente indebolita. Alcune parti della casa sono state trovate sottosopra, con monili abbandonati. I malviventi erano riusciti a sottrarre 1000 euro, non riuscendo comunque a rubarne altri 10mila in contanti nascosti dentro a un cassetto.

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LE INDAGINI

Nell'immediatezza dei fatti era emerso come da un mese Liliana Armellini avesse assunto una badante per assistere la sorella. Si tratta di una 35enne di Este, fidanzata di Michele Bonaldo: l'uomo, tossicodipendente e con precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti, conosceva le due anziane, avendo talvolta fatto alcuni lavoretti per loro due. Più volte interrogato, l'uomo è andato spesso in contraddizione: non aveva un alibi, nonostante abbia tentato di coinvolgere un cugino minorenne, estraneo ai fatti, a cui ha lasciato la notte dell'omicidio il suo cellulare in custodia, chiedendo di mandare alcuni sms che sarebbero serviti per scagionarlo. Le indagini dei Ris di Parma, hanno permesso di trovare all'interno dell'abitazione alcuni campioni di dna di Bonaldo nelle maniglie della casa e sul corpo della vittima. 

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Este, morta Liliana Armellini: sparito il portafogli
LA VITTIMA.

Liliana Armellini, 73 anni, una vita dietro il bancone del bar dell'ex ospedale e della pasticceria da Gabri, sempre a Este, è stata rinvenuta cadavere nel maggio 2016, intorno alle 9, dalla badante, una 35enne italiana del posto che la sera prima, intorno alle 20, aveva lasciato la donna, che vive con la sorella più anziana inferma, come al solito in buone condizioni, senza nulla che potesse far presagire quello che di lì a poco sarebbe accaduto. La badante, che non aveva le chiavi di casa, aveva suonato al solito il campanello, la porta era chiusa e, dall'interno, nessuno che le rispondesse o aprisse. Di qui la richiesta di soccorsi e l'intervento dei vigili del fuoco che, da una finestra sul retro, sono riusciti a penetrare nell'abitazione, una casa popolare a schiera, su due piani, in via Pilastro. trebbe interessarti: https://www.padovaoggi.it/cronaca/este-morta-liliana-armellini.html

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LA SCENA.

All'interno, nel corridoio, il cadavere della 73enne, prona, un fiotto di sangue che le fuoriusciva dal viso, compatibile con una caduta accidentale. E quel nastro da pacchi marrone legato attorno alle caviglie. Questo il dettaglio che rende il caso, altrimenti facilmente archiviabile come una morte per caduta accidentale, un probabile omicidio. Infatti la scena altrimenti non sembrerebbe quella di un crimine. Solo una camera al piano superiore, non quella in cui dorme la sorella inferma che non avrebbe udito nulla, risulta un po' in disordine, compatibile peraltro con il fatto che è utilizzata come ripostiglio. Le altre stanze dell'abitazione non tradiscono alcuna intromissione dall'esterno. Porte e finestre non risulterebbero forzate. Ma sono anche datate e mani esperte con le serrature potrebbero anche aver trovato facile accesso e fuga senza lasciare traccia.

VIDEO: LA SALMA VIENE PORTATA VIA - INTERVISTA AL CUGINO DELLA VITTIMA - INTERVISTA AL SINDACO PIVA

TESTIMONI, IMPRONTE E TELEFONI.

La badante, che dopo il ritrovamento del cadavere - la cui morte sembrerebbe risalire tra le 23 e la mezzanotte - ha avuto un malore ed è stata portata in ospedale a Schiavonia per degli accertamenti, è stata sentita in caserma a Este in qualità di persona informata dei fatti. Sentita anche la vicina, una giovane dell'Est che ha dichiarato di non aver sentito nulla. Fondamentale per le indagini saranno gli esiti dell'autopsia, che potranno far luce sulle cause della morte di Liliana, visto che a una prima indagine esterna il corpo non presentava segni evidenti di lesioni o percosse. Altrettanto basilari i riscontri delle impronte repertate, per capire se qualcuno di troppo si è introdotto nella casa, nonché l'incrocio dei dati telefonici della zona.

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