Patrimonio evaporato dopo i fallimenti dei centri commerciali: tre arresti e sequestri per 7 milioni

Devono rispondere di autoriciclaggio e bancarotta tre uomini che dopo il fallimento di due società veicolarono i fondi a una Srl padovana intestata a una società svizzera

La guardia di finanza davanti al centro commerciale Megliadino (Borgo Veneto)

Tre persone, un romano e due bresciani, avrebbero attuato una serie di cessioni illecite in favore di una società padovana in seguito al fallimento delle società che gestivano il centro commerciale Megliadino e il Tiberinus di Capena. Cessioni in palese conflitto d'interessi e senza rispettare gli oneri verso creditori, soci e dipendenti, che hanno portato al triplice arresto e a sequestri per 7 milioni di euro.

Le indagini

L'indagine è stata coordinata dalla procura di Roma con la collaborazione del Nucleo di polizia economico finanziaria capitolino e della compagnia di Este. A dare il via agli accertamenti tra il 2016 e il 2017 è stato il fallimento delle società titolari di due centri commerciali, quello di Megliadino San Fidenzio e quello di Capena. I tre arrestati hanno ceduto crediti e rami delle aziende in fallimento alla padovana San Luca Srl, di proprietà di una società anonima svizzera. Passaggi di denaro ingiustificati e illegali, che hanno portato a dilapidare i patrimoni delle società fallite anziché impiegarli per saldare i debiti con soci, creditori, dipendenti e negozianti come previsto dalle norme in materia di fallimenti.

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Gli arresti

Lunedì la guardia di finanza di Roma e Padova ha notificato gli arresti, emessi dal Gip del tribunale capitolino, al 51enne romano Antonio Miano, al 55enne bresciano Alessandro Muzzarelli e al 61enne Danilo Gasparotto anch'egli residente nel Bresciano. Accusati di bancarotta e autoriciclaggio, avrebbero materialmente eseguito le cessioni. Nell'ambito della stessa indagine sono anche stati sequestrati a scopo preventivo crediti, quote sociali e vari beni della San Luca Srl, oltre al ramo d'azienda relativo alla gestione del Tiberinus per una valore di 7 milioni.

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