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Preso il capo dello spaccio di Città Giardino: pusher e numeri falsi per eludere i controlli

La polizia è riuscita a risalire all'organizzatore di una grossa rete di vendita di cocaina in città. Utilizzava un complesso sistema per gestire le richieste telefoniche dei clienti

Gli agenti della squadra mobile di Padova hanno rintracciato e arrestato il ventenne marocchino Z.B. in esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal pubblico ministero Benedetto Roberti.

Le indagini

Il lavoro investigativo che ha portato al fermo è iniziato lo scorso ottobre con l'arresto del 21enne J.S., sedicente cittadino tunisinino scoperto in zona Paltana con addosso 20 grammi di cocaina. Attraverso numerosi appostamenti mirati, gli agenti hanno poi individuato il soggetto che dalla propria casa dirigeva le attività della rete di spaccio in molte zone della città, servendosi di numerosi pusher di strada tra cui anche un minorenne.

La strategia criminale

Particolarmente curioso è lo stratagemma messo a punto per eludere i controlli delle forze dell'ordine. Il capo dell'organizzazione utilizzava un'utenza cellulare che teneva costantemente spenta e su cui era attivo il trasferimento di chiamata su un altro numero, intestato a un prestanome straniero ma posseduto dallo stesso Z.B. Il giovane restava perciò lontano dai luoghi di spaccio e riceveva le richieste dei clienti telefonicamente, girandole poi ai pusher in strada. La maggior parte dei traffici illeciti avvenivano nel quartiere Città Giardino. In questo modo i criminali pensavano di essere al sicuro, perchè se uno degli spacciatori fosse incappato in un controllo delle forze dell'ordine sarebbe stato difficile risalire a chi materialmente gestiva il traffico illecito. Da un esame dei tabulati telefonici non sarebbe infatti mai emerso il vero numero di Z.B., ma solo quello falso intestato ad altra persona.

La svolta

Una volta compreso il sistema usato dai malviventi, le indagini della polizia giudiziaria hanno permesso di identificare tutti gli spacciatori di strada e di risalire al capo, trovato in possesso di un cellulare dual sim con due schede telefoniche. All'interno c'erano inafatti sia quella fittizia, sia quella che formalmente risultava spenta, che invece riceveva ogni giorno decine di chiamate dagli acquirenti. Gli agenti hanno calcolato che l'organizzatore in sole due settimane ha guadagnato un cifra tra 18mila e 20mila euro, risultato della vendita giornaliera di circa 20/25 grammi di cocaina ad altrettanti clienti italiani.

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