Spaccia anche ai domiciliari: dai clienti si scoprono i complici e i guadagni milionari

Una capillare indagine dei carabinieri ha permesso di assicurare alla Giustizia tre nordafricani rei di aver messo in piedi un giro di spaccio con centinaia di clienti nell'Alta

L'unità cinofila durante la perquisizione nell'abitazione di Nasraoui

Due anni per smerciare chili di droga e guadagnare centinaia di migliaia di euro grazie a una fitta rete oltre cento clienti. É l'impresa criminale gestita fino a poche settimane fa da Hosni Nasraoui e Mohamed Amir Chichi con almeno un altro sodale. Neanche gli arresti domiciliari avevano fermato Chichi che ora, mentre si trovava già in carcere, ha ricevuto un nuovo provvedimento di custodia cautelare.

L'organizzazione

Chichi, 24enne tunisino residente a Villanova di Camposampiero, il connazionale e coetaneo Nasraoui di Cadoneghe e il 31enne N.M. di Palermo anch'egli tunisino, sono finiti al centro di un'indagine dei carabinieri della compagnia di Cittadella dopo che i primi due erano già stati arrestati per spaccio lo scorso febbraio. Inizialmente il ruolo di boss pareva appartenere a Nasraoui, gestore di un fiorente traffico di marijuana, hashish e cocaina in tutta l'Alta Padovana. Tanto fiorente da portarlo ad "assumere" quello che si credeva essere il suo fedelissimo: Mohamed Amir Chichi. Quest'ultimo si è invece rivelato essere la vera colonna portante del sodalizio criminale. Dopo il primo arresto i due erano finiti ai domiciliari e successivamente per Chichi si erano aperte le porte del carcere nell'ambito di un'altra inchiesta che lo ha riguardato. A inizio maggio in cella gli è stato notificato un nuovo arresto, ancora una volta per spaccio, ma la sua situazione è ulteriormente peggiorata.

L'indagine

I militari hanno dimostrato che il giovane, nel periodo trascorso ai domiciliari prima della carcerazione, aveva continuato a collaborare con Nasraoui procurandosi la droga, spacciandola personalmente e affidandola ai suoi complici. A rivelarlo sono state le indagini condotte sugli oltre cento clienti individuati, 35 dei quali sono finiti in caserma e hanno rilasciato deposizioni che hanno fornito ulteriori granitiche prove in carico ai tunisini. Si è così ricostruito come tra il 2017 e il 2019 il trio avesse spacciato almeno 1,7 chili di marijuana e hashish e 2 chili di cocaina. Questi sono però i quantitativi acquistati dai soli clienti sentiti dagli inquirenti, un quarto di quelli totali, perciò si stima che il guadagno complessivo dell'associazione criminale si aggiri attorno al milione di euro.

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Le misure

A fronte delle prove raccolte il Gip di Padova ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei tre, resa esecutiva all'alba di mercoledì tra Padova e Palermo con l'ausilio del Nucleo cinofili di Torreglia. Chichi è stato raggiunto in carcere dal nuovo provvedimento, mentre Nasraoui è stato posto ai domiciliari e N.M. ha ricevuto un divieto di ritorno in Veneto. Sono 64 i clienti segnalati alla prefettura come assuntori di stupefacente.

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