Svaligiò una ditta nell'Anconetano: si nascondeva in un campo nomadi di Padova

É stato scovato e arrestato nel capoluogo uno dei membri della banda che lo scorso anno mise a segno un furto da migliaia di euro a Numana. Un arresto e tre denunce nelle Marche

(foto: archivio)

Ventenne erede di una nota dinastia di etnia rom radicata anche nel Padovano, è stato scovato in città nell'ambito di un'operazione che ha portato anche al fermo di un complice e alla denuncia di due ricettatori. I due arrestati si trovano in carcere.

La cattura

Manuele Seferovic risulta risiedere a Ravenna, ma ultimamente è nella provincia euganea che ha scelto di rifugiarsi. I carabinieri lo hanno rintracciato martedì in un campo nomadi, arrestandolo con l'accusa di furto aggravato e ricettazione. Il blitz è scattato a fronte di un'ordinanza di custodia cautelare emessa il 6 maggio dal tribunale di Ancona che ha riconosciuto Seferovic e un altro rom di 30 anni come gli autori di un furto risalente al 28 agosto dello scorso anno.

Il furto

Quella notte i due uomini si erano introdotti nella sede di una ditta di Numana specializzata nella torneria di metalli e altri materiali. Erano riusciti a rubare ottone, attrezzi e un carrello per un valore totale di 25mila euro. Ad aggravare la loro condizione in sede processuale, il fatto che avessero agito con un furgone rubato, che gli è costato l'accusa di ricettazione.

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Il materiale rubato

Mentre i militari arrestavano il ventenne Manuele Seferovic nel campo nomadi padovano, i colleghi di Ancora rintracciavano il complice di 30 anni in un residence di Porto Recanati, trasferendoli rispettivamente al Due Palazzi e al carcere del capoluogo marchigiano. Altre due persone di Fermo sono state denunciate per ricettazione dopo che a settembre erano state trovate in possesso di parte della refurtiva. Erano stati recuperati attrezzi per 3.500 euro, restituiti al legittimo proprietario.

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