Uccise il padre e ne bruciò il cadavere: torna in carcere per una pistola e degli steroidi

Paolo Pasimeni è stato arrestato martedì e incarcerato dopo che nel mese di novembre era stato trovato in possesso di un'arma e munizioni per le quali non aveva l'autorizzazione

La Beretta e le munizioni sequestrate

Torna a tingersi di nero la vita di Paolo Pasimeni, oggi 41enne, che diciannove anni fa si macchiò dell'atroce delitto del padre Luigi. Il padovano è stato arrestato per ordine della procura in seguito al ritrovamento di una Beretta e del nandrolone su cui gli inquirenti stanno tentando di fare luce.

Armi e steroidi

Condannato a 15 anni, nel settembre 2009 era stato scarcerato e affidato ai servizi sociali. Da allora Pasimeni ha tentato di rifarsi una vita e nell'ultimo periodo lavorava come dipendente in un'azienda padovana. Ed è lì, nella sede della ditta, che l'11 novembre i carabinieri hanno recuperato una valigetta contenente una pistola Beretta calibro 9x2, 37 proiettili e due caricatori con altre 15 munizioni. Un'arma che per di più presentava parte del numero di matricola abraso, elemento che getta ulteriore ombra sulla sua provenienza. Che quegli oggetti appartenessero a Pasimeni è indubbio secondo gli inquirenti, poiché erano chiusi nella scrivania che soltanto lui utilizzava. Ma è altrettanto indubbio che quell'arma fosse detenuta senza alcun titolo. Sequestrate pistola e munizioni, i carabinieri hanno perquisito anche l'abitazione e l'auto del 41enne. E le sorprese non sono finite, perché i controlli hanno permesso di scoprire diverse sostanze dopanti incluso del nandrolone, un anabolizzante della famiglia degli steroidi la cui vendita è vietata in Italia.

L'arresto

I carabinieri hanno trasmesso tutte le informazioni ottenute alla procura della Repubblica che, alla luce delle risultanze investigative, ha emesso un ordine di custodia cautelare in carcere. A notificarla a Pasimeni sono stati i militari del Nucleo radiomobile di Padova, che nella tarda mattinata di lunedì lo hanno prelevato e trasferito al Due Palazzi. Le indagini proseguono per capire perché il 41enne fosse in possesso del doping e soprattutto della Beretta detenuta illegalmente, come pure per capire come e dove se la fosse procurata.

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L'omicidio

La vicenda Pasimeni suscitò orrore in città quando, la sera dell'11 febbraio 2001, l'allora 23enne Paolo uccise il padre Luigi, docente della facoltà di chimica dell'ateneo patavino. Luigi scoprì che il figlio aveva falsificato alcuni esami universitari e lo aveva obbligato a seguirlo nei locali del Centro interchimico di via Marzolo. Il confronto tra i due era degenerato, Paolo aveva colpito il padre a calci e pugni, facendolo cadere a terra e finendolo a colpi di bastone. Poi aveva caricato il corpo su una carriola, lo aveva depositato in un angolo del giardino e lo aveva incendiato usando del solvente. Un'atrocità raccontata dallo stesso assassino, che ventiquattro ore dopo aveva confessato, torchiato dalla polizia.

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