Dalla rissa al bar, al ricercato, passando per il baby pusher: arresti e denunce in città

Gli agenti della questura sono stati impegnati in una serie di verifiche tra diversi quartieri. Il bilancio è di un arresto, una denuncia e un 62enne con una piccola escoriazione

La presunta rissa tra un barista e un cliente è stato il culmine dei servizi sul territorio svolti dalla polizia nella giornata di martedì, quando sono anche stati eseguiti un arresto e una denuncia per reati connessi allo spaccio di droga.

Vecchi dissapori

A richiedere l'intervento di una volante nel quartiere Guizza è stato un 62enne italiano, cliente abituale del bar 1999 in via Monti. L'uomo, prima al telefono e poi di persona, ha affermato di essere stato ferito dal barista dopo un litigio degenerato. Secondo il racconto dell'uomo, trovato dagli agenti con una ferita superficiale alla fronte, il dipendente del locale lo avrebbe spintonato facendolo cadere a terra e battere la testa. Pare che i due si conoscessero da tempo e abbiano discusso per motivi personali, tanto che al momento il 62enne non ha sporto querela nei confronti del rivale. Per capire la dinamica della vicenda gli inquirenti approfondiranno il rapporto tra i due litiganti, sentendo anche le testimonianze di eventuali testimoni.

Baby spacciatori

Nelle altre zone prosegue invece il contrasto alle attività di spaccio. In galleria San Carlo all'Arcella è stato fermato e denunciato un 16enne scoperto con addosso sei barrette di hashish. Lo stato dello stupefacente, ancora da sgrezzare e suddividere in dosi, ha convinto gli agenti a ritenere che l'adolescente fosse un pusher di strada e a denunciarlo per detenzione ai fini di spaccio.

Ricercato

E per reati legati alla droga era finito nei guai il tunisino rintracciato ieri notte in uno stabile abbandonato di via Jacopo Corrado. I poliziotti, impegnati a setacciare la zona alla ricerca del delinquente che sfondava e svaligiava le auto in sosta, hanno trovato il nordafricano in un alloggio di fortuna. Non avendo i documenti è stato portato in questura e identificato, scoprendo così che su di lui gravava un ordine di carcerazione per una condanna a un anno e quattro mesi. L'uomo è stato quindi arrestato e portato in carcere dove sconterà la pena.

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