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Cronaca Fontaniva / Via Martiri delle Foibe

Pusher in arresto, contrattavano al bar. Cocaina negli snack e plichi di banconote

Manette ai polsi per una coppia di albanesi scovati all'interno di un locale pubblico dell'Alta Padovana con una massiccia quantità di droga e migliaia di euro in contanti

Un bar, due giovani uomini a un tavolino, un tubetto di patatine e qualche chiacchiera. Nulla di strano all'apparenza, se non fosse che in quell'inconfondibile barattolo a forma di tubo, sotto agli snack di una nota marca, nascondeva un "sasso" di cocaina da più di un etto.

I controlli sul territorio

A scoprire e sequestrare la droga sono stati i carabinieri di Tombolo insieme ai colleghi del Radiomobile di Cittadella che domenica hanno controllato un bar a poca distanza dalla stazione ferroviaria di Fontaniva. Impegnati in una verifica antidroga i militari hanno passato al setaccio, tra gli altri, anche un locale di via Martiri delle Foibe.

Il materiale sequestrato

Nessuna irregolarità per quanto riguarda il bar, ma la loro attenzione è caduta sue due stranieri impegnati in un fitto scambio di battute. Identificati e perquisiti, hanno dovuto consegnare quello che sembrava un innocuo cilindro di patatine. In realtà celava oltre cento grammi di cocaina grezza che, una volta tagliata e immessa sul mercato al dettaglio, avrebbe fruttato diverse migliaia di euro. Ad aggravare la loro situazione, il sequestro di oltre seimila euro in banconote di piccolo taglio e cinque telefoni cellulari, tipici indizi dell'attività di spaccio.

Gli accertamenti

Klodian Gjozi, trentaseienne residente nel bresciano, e Genard Kaziu, fontanivese di 32 anni, entrambi di origine albanese, sono stati arrestati. Proseguono le indagini per capire quale sia la posizione della coppia nel mondo del narcotraffico padovano, in particolare se quella sventata al bar fosse la consegna di un carico di stupefacente indirizzato alle piazze di spaccio della zona.

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