Catturato in Germania il boss della cocaina: latitante da anni, era evaso dai domiciliari

Fuggito all'estero due anni fa, è stato scovato in Nord Europa il macedone noto trafficante di droga a capo di un giro che riforniva le piazze venete. Faceva sfoggio della sua "bella vita"

Parte del materiale sequestrato nel corso delle indagini. Nel riquadro, Seferi fa sfoggio di un'arma in una delle immagini che diffondeva via social

Si era rifugiato in un paesino della Renania Artan Seferi, evaso dai domiciliari nell'Alta Padovana dove era costretto dopo una condanna per spaccio di droga. É stato catturato dalla polizia federale tedesca in collaborazione con i carabinieri del Norm di Padova.

L'arresto

Il blitz che ha segnato la fine della latitanza del 32enne è scattato nei giorni scorsi a Muhlheim an der Ruhr, nella Germania nord occidentale vicino a Duisburg. Qui si era nascosto grazie all'appoggio di alcuni connazionali dopo la fuga dall'Italia nel marzo di due anni fa. Destinatario di un mandato di arresto europeo, ha gestito per anni un fiorente traffico di droga nelle province di Padova, Treviso e Vicenza. Spacciava cocaina ed eroina, con cessioni da pochi grammi fino a più di un etto di droga per volta, e gestiva incassi di oltre 120mila euro al mese che gli consentivano una vita lussuosa.

L'indagine

Artan Seferi è entrato nell'orbita degli inquirenti nel 2014, quando procura e carabinieri hanno avviato l'indagine che in due anni ha smantellato un'organizzazione criminale di macedoni e albanesi con base a Loreggia. Cinque gli arresti e 25 le denunce, con il sequestro di mezzo chilo di cocaina. Al vertice lo stesso Seferi, che per proteggersi arrivava a cambiare due auto al mese, bolidi di grossa cilindrata acquistati grazie agli stellari proventi del narcotraffico. Vita agiata da piccolo boss, tra auto costose e armi che sbandierava sui social network.

La fuga, la cattura, l'evasione

Decisivo il blitz del 10 luglio 2015: nella sua abitazione nell'Alta, mentre i carabinieri arrestavano il complice Redzep Emini, il 32enne fuggiva perdendo però il portafoglio. Lo avevano poi arrestato l'11 settembre a Padova e dopo la condanna a quattro anni era finito ai domiciliari. Da casa ha continuato a spacciare per altri due anni, fino al marzo 2017 quando in prossimità dell'abitazione è stato arrestato un cliente italiano. Spalle al muro e sapendo che una volta provate le sue colpe sarebbe finito in galera, Saferi è evaso e fuggito in Germania. Localizzato, lo scorso ottobre è stata emessa una nuova ordinanza di carcerazione che ha fatto scattare l'operazione della polizia tedesca con la direzione del Nucleo radiomobile di Padova. Si attende ora l'estradizione.

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