Nascondevano eroina e cocaina nei boschi dei Colli Euganei: arrestati 2 fratelli

La coppia gestiva un’attività di spaccio di consistenti quantitativi di stupefacente nei territori di Padova e Vicenza: sequestrati oltre 2 chili di sostanza stupefacente

Dopo una serie di indagini dirette dalla procura della repubblica di Padova e condotte da personale della polizia è stata data esecuzione a un’ordinanza di due misure cautelari personali, disposte dal giudice per le Indagini preliminari del tribunale di Padova nei confronti di due fratelli albanesi di anni 41 e di anni 38, accusati di aver detenuto tra febbraio e novembre 2019 a Rovolon, Agugliaro (Vicenza) e Padova droga del tipo eroina (oltre 2 chili) e cocaina.

Pagano mobile-2

L'incidente

Uno dei due fratelli, il 41enne, il 15 ottobre 2019 ha messo in atto una vera e propria resistenza nei confronti del personale della squadra mobile di Padova, quando, durante un servizio per sorprenderlo con consistenti quantitativi di stupefacente, ha messo in prartica delle manovre altamente pericolose e sconsiderate, provocando la fuoriuscita di strada del mezzo di polizia, con gravi conseguenze ai danni degli operatori. Uno degli agenti ancora non è potuto rientrare in servizio talmente gravi erano le fratture.

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Le indagini

Tutto è partito nel 2018 con il fermo di altri due albanesi rintracciati nel Veneziano con quasi due chili di cocaina e oltre due chili di eroina. Da qui i poliziotti sono risaliti ai due fratelli di 41 e 38 anni, residenti a Noventa Vicentina il primo e Saccolongo il secondo. La prima volta che sono stati identificati è accaduto dietro al centro Giotto di via Venezia mentre cedevano della droga ad alcuni tunisini. Gli agenti non hanno perso di vista i loro successivi movimenti e attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre che l'utilizzo di telecamere, sono riusciti a individuare i punti dove i due nascondevano la droga. Arrivavano sui Colli Euganei in auto e poi proseguivano a piedi, addentrandosi nei boschi in luoghi dove non c'era sentiero: elemento che ha reso il ritrovamento dei covi ancora più difficile. Impossibile usare droni perché la boscaglia era troppo fitta. Non solo, in una delle auto che utilizzavano per i loro spostamenti avevano praticato un buco sotto il sedile posteriore, chiuso con un congengo elettronico: qui nascondevano la droga.

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