Tenta il furto nell'affollatissimo Coin: la borsa schermata non basta a farla franca

Un quarantenne tunisino è stato arrestato domenica sera a Padova dopo un tentato colpo nel negozio Coin. Denunciato per lo stesso reato a Cittadella un romeno trentacinquenne

I carabinieri davanti al negozio Coin (foto: archivio)

Ha fatto leva sulla calca di persone indaffarate per accaparrarsi gli ultimi acquisti natalizi, provando ad arraffare alcuni prodotti uscendo senza pagare. La sorveglianza ha però notato i suoi movimenti e allertato i carabinieri che lo hanno ammanettato.

Il colpo sventato

Si è conclusa con un arresto per tentato furto aggravato la domenica di Alì Ben Abdelaziz Saidi Med, tunisino di 42 anni che da tempo bazzica senza fissa dimora a Padova, dove è ben conosciuto alle forze dell'ordine per diversi precedenti. L'uomo è stato bloccato dai carabinieri del Nucleo radiomobile nel negozio Coin della centralissima via Altinate, dove a ridosso dell'orario di chiusura è stato scoperto mentre tentava di uscire con alcuni profumi rubati. Che l'intento di rubare fosse premeditato, tanto da costargli il fermo, lo testimonia la borsa in cui è stata trovata la refurtiva. Il tunisino l'aveva infatti rivestita internamente di pellicola di alluminio, sperando di eludere i pannelli antitaccheggio alla porta. I suoi movimenti avevano in realtà già insospettito la vigilanza privata, che lo ha poi fermato in attesa dell'arrivo della pattuglia. Saidi infatti aveva puntato il reparto profumeria, infilando nella sporta alcune confezioni di fragranze da uomo, del valore di 150 euro. Restituita la refurtiva e sequestrata la borsa, lo straniero ha passato la notte nelle camere di sicurezza della caserma in attesa dell'udienza di convalida dell'arresto con rito direttissimo.

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Resistenza

É invece la resistenza a pubblico ufficiale il reato contestato ad A.R., tunisino di 32 anni incappato in un controllo del Nucleo radiomobile di Padova in piazza Mazzini. Erano le 21 di domenica quando i carabinieri hanno avvicinato il giovane chiedendogli i documenti e questi, senza fissa dimora, non ha esitato a minacciarli per essere lasciato in pace. Una mossa non solo inutile, ma che gli è costata una denuncia.

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