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Furti reiterati in patronati e scuole: 31enne in manette

Colto in flagrante durante un tentato colpo in una scuola, è stato ritenuto colpevole di altri due furti in altrettanti patronati

Già lo avevano colto sul fatto. Ora è finito anche in carcere: manette per A.S., 31enne di origini marocchine, arrestato dai poliziotti della Questura di Padova e sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere - disposta dal Gip del Tribunale di Padova - su richiesta di aggravamento avanzata dalla Procura della Repubblica.

I fatti

I fatti risalgono al 4 gennaio scorso, quando l'uomo viene fermato all'interno dell'Istituto comprensivo "Ardigò" di Padova mentre cerca di mettere a segno un furto. Il 31enne si presenta davanti al giudice e si scusa pubblicamente, attribuendo la causa di quanto commesso all'astinenza da stupefacenti e da farmaci e facendo così ritenere - anche in considerazione della giovane età e del fatto che versasse in condizioni socio-economiche precarie - che nei suoi confronti fosse sufficiente una misura di controllo più blanda, come l’obbligo di firma. C'è un problema, però: a distanza di qualche settimana il personale della squadra mobile della Questura lo ha individuato quale responsabile di un furto commesso il 30 dicembre scorso all'interno del patronato di Santa Giustina di Padova, e nell'occasione il malvivente si è impossessato di un computer portatile del valore di circa 300 euro lasciando però un'impronta palmare parziale sul luogo (poi rilevata dalla Polizia Scientifica). Non solo: gli stessi poliziotti lo hanno pure individuato e deferito quale responsabile di un ulteriore furto e danneggiamento, questa volta compiuti il giorno dell'Epifania nel patronato della chiesa "Santa Maria Santissima del Carmine" di Padova. "Dulcis in fundo": il 21 gennaio è stato sorpreso mentre cercava di forzare una finestra di un’abitazione in Via Ariosto, servendosi di un piede di porco. Tenuto conto dell'insieme degli elementi raccolti in appena due settimane ed alla luce del suo comportamento inottemperante, la Procura ha chiesto ed ottenuto nei confronti dell’uomo l’aggravamento della misura cautelare, ovvero la restrizione in carcere.

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