Incendia la casa della moglie per vendetta: se ne era andata coi bimbi dopo il pestaggio

Si trova in carcere l'uomo che la sera del 5 settembre ha appiccato il fuoco all'abitazione dove viveva con la famiglia. Avrebbe poi tentato di espatriare per fuggire

I carabinieri nel corso dei rilievi nell'abitazione interessata dal rogo

Quello che in un primo momento poteva sembrare un rogo accidentale si è ben presto rivelato un gesto volontario, costato l'arresto a un 49enne.

Accuse pesanti

H.A. (le cui generalità complete non vengono divulgate per salvaguardare la privacy dei minori coinvolti ndr) deve rispondere di incendio e lesioni personali volontarie, reati per i quali è stato arrestato la notte tra venerdì e sabato dai carabinieri di Piove di Sacco. A quanto emerso dalle indagini l'uomo, originario della Siria ma cittadino italiano, avrebbe appiccato il fuoco all'abitazione di via Righe nella frazione Corte, di proprietà della moglie, italiana 46enne con cui convive insieme ai due figli minorenni. Il gesto risale alle 22 del giovedì e sarebbe nato dal desiderio di vendetta nei confronti della donna.

Il pestaggio e l'incendio

Quella sera il 49enne aveva avuto un diverbio con la compagna, aggredendola verbalmente e fisicamente. Ferita alla testa e a un braccio, la donna si era rivolta al pronto soccorso e ai carabinieri. Dimessa con una prognosi di sette giorni, era rientrata a casa prelevando i bambini e rifugiandosi nell'abitazione dei genitori nel Veneziano. Una scelta che ha innescato la vendetta del marito, che ha cosparso il piano terra della loro villetta con del liquido infiammabile appiccando il fuoco e facendo perdere le sue tracce.

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L'arresto

Il rogo ha provocato seri danni al pianterreno e al primo piano, tenendo impegnati per oltre tre ore i vigili del fuoco. I segnali del gesto doloso e la querela sporta dalla donna poco prima hanno spinto gli inquirenti a sondare la pista del gesto volontario, attivando le ricerche per trovare il marito. Ricerche concluse la sera di venerdì, quando il siriano è tornato nell'abitazione per recuperare il passaporto con l'intento di riparare in Siria. Un atto che oltre all'arresto ha spinto l'autorità giudiziaria a disporre nei suoi confronti la carcerazione, a fronte dell'evidente pericolo di fuga.

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