Padovano arrestato a Parigi dopo dieci anni di fuga: era nella lista dei latitanti più pericolosi

Juan Testa, condannato a 6 anni e 2 mesi di reclusione per i reati di violenza sessuale aggravata, sequestro di persona e lesioni personali, è stato arrestato all'aeroporto di Parigi

Nell’ambito del progetto denominato "Wanted 3", promosso dal servizio centrale operativo e finalizzato alla cattura dei latitanti ritenuti maggiormente meritevoli di interesse investigativo, al termine di una complessa attività di indagine effettuata con la collaborazione del servizio per la cooperazione internazionale di polizia le autorità dell’aeroporto “Charles de Gaulle” di Parigi hanno eseguito sabato 25 aprile il mandato di arresto europeo finalizzato all’estradizione del latitante Juan Testa, condannato a 6 anni e 2 mesi di reclusione per i reati di violenza sessuale aggravata, sequestro di persona e lesioni personali.

L'arresto

L'uomo, piccolo imprenditore e figlio di un facoltoso medico della provincia di Padova, era stato arrestato dalla squadra mobile di padova nel 2010 perché accusato di aver violentato una sua ex dipendente di 22 anni nei primi giorni di agosto di quello stesso anno. Quel giorno la donna aveva chiamato il 113 per denunciare di aver subito una violenza sessuale ad opera dell’uomo che, con l’inganno di ritirare querele che i due avevano sporto l’uno contro l’altro, l’aveva invitata a casa. Le indagini svolte dalla squadra mobile di Padova avevano permesso di trovare riscontri al racconto della donna e alla fine l'uomo era stato condannato dal Tribunale di Padova alla pena di 6 anni di reclusione, pena che l’uomo non ha ancora scontato essendo evaso dagli arresti domiciliari dove era stato posto in attesa di giudizio. Juan Testa era dunque ricercato dal 2010, tanto da essere stato inserito nella lista dei latitanti più pericolosi: la mirata ed approfondita attività investigativa, condotta dal servizio centrale operativo della polizia di Stato, dalla squadra mobile di Padova e dal servizio per la cooperazione internazionale di polizia ha consentito di rintracciare il ricercato a Taiwan.

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Le indagini

Le indagini avevano permesso di constatare che il pericoloso latitante si era prima rifugiato in Bishkek, capitale del Kirghizistan, per poi trasferirsi, nel marzo 2013, prima della scadenza del suo passaporto italiano, a Taiwan. Ulteriori informazioni acquisite dalla complessa analisi delle informazioni in possesso degli investigatori italiani avevano inoltre permesso di ipotizzare che il ricercato gestisse nella città di Taoyuan un’attività commerciale dedita all’organizzazione di eventi musicali e al noleggio di attrezzatura professionale per concerti o party privati: il team investigativo aveva infatti individuato e verificato l’utilizzo da parte dell'uomo di due profili Facebook e delle piattaforme WhatsApp e Line, utilizzate per pubblicizzare la sua attività commerciale. A seguito dei contatti intercorsi con la polizia italiana le autorità di Taiwan, hanno rintracciato Juan Testa che, nel frattempo, era stato sottoposto anche in quel paese a un procedimento penale per ulteriori reati commessi: non potendolo estradare lo hanno espulso, imbarcandolo su un volo diretto a Parigi (i voli aerei tra Italia e Cina sono sospesi per Covid-19), dove è arrivato proprio sabato 25 aprile.

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