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Uno dei frame che hanno permesso di riconoscere il presunto colpevole

Uno dei frame che hanno permesso di riconoscere il presunto colpevole

Spaccate in centro, fermato il sospettato numero uno: la refurtiva lo inchioda ai delitti

La polizia ha fermato la persona indiziata di essere l'autore di numerosi furti avvenuti in centro negli ultimi mesi. É un pregiudicato nordafricano, scaltro e con un lungo curriculum

La squadra mobile della questura ha fermato il presunto responsabile di diverse spaccate che negli ultimi mesi hanno colpito i negozi del centro storico. Scaltro e noto alla giustizia, è stato preso con un blitz mirato. A incastrarlo la refurtiva recuperata.

La cattura

Lo hanno catturato poco dopo la mezzanotte di martedì nel quartiere Palestro, dove si rifugiava in un alloggio che usava anche come magazzino per la merce rubata. Formalmente residenza della sorella, lo stabile in via Varese era ridotto a un bivacco e mentre vi rientrava dopo l'ennesima perlustrazione, gli agenti hanno deciso di entrare in azione. Lo hanno fermato in via Dottesio a bordo di una delle tante biciclette che usava per compiere i furti e scappare in velocità. In casa non sono state trovate armi, c'erano invece numerose prove delle sue attività criminali che, riconosciute in parte dai legittimi proprietari, lo hanno inchiodato. É ancora in corso l'identificazione di tutta la merce, per capire esattamente quante spaccate gli possano essere attribuite.

Un impegno costante e indubitabile

Soddisfatto il questore Paolo Fassari, che plaude all'impegno dei suoi uomini nella conferenza di presentazione, alla presenza del sindaco: «Nessuno può dire che la polizia e le forze dell'ordine in generale abbiano sottovalutato il problema. É facile parlare, ma le indagini si svolgono in silenzio e hanno i loro tempi per essere efficaci, come dimostra questo magistrale lavoro eseguito da uomini che ci hanno messo tutto il loro impegno, restando sul campo per giorni, rinunciando alla loro vita privata» è il secco commento del numero uno di piazzetta Palatucci.

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Una sfilza di precedenti

Quarantenne tossicodipendente, il fermato si dichiara di origine tunisina. Un'informazione ancora da accertare però, visto un curioso precedente. Già arrestato a Padova per reati legati allo spaccio di droga, T.A.B.L. è uscito di prigione nell'estate 2017. Bloccato per altri crimini, è stato inviato al Centro di espulsione di Torino dove ha dichiarato di essere tunisino, ma il paese nordafricano non lo ha riconosciuto rendendo impossibile l'espatrio. Uscito dal centro è tornato nella città del Santo dove ha ripreso le sue attività illecite. Già nel 2014 è stato protagonista di una spaccata al negozio di abbigliamento Baldan di via Venezia, ma non è nuovo a furti in abitazione, spaccio e addirittura una fuga rocambolesca dall'ospedale di Venezia. Quando sono iniziate le indagini relative all'ondata di spaccate, gli agenti lo hanno subito tenuto sotto controllo.

Un criminale scaltro

Un lavoro certosino, «alla vecchia maniera» lo definisce il questore. Appostamenti in borghese, pedinamenti, osservazioni prolungate fino a quando si è avuta la certezza che fosse lui l'uomo da prendere. Sotto al cavalcavia Grassi hanno trovato l'area verde dove si disfava dei registratori di cassa rubati, le telecamere hanno fatto il resto. Un criminale navigato e difficile da catturare, spiega il comandante della squadra mobile Mauro Crisdeo. Girava in bici controllando costantemente di non essere seguito, non ha mai lasciato impronte o tracce biologiche sulle scene del crimine, sapendo di essere già schedato. In casa sono stati trovati anche alcuni abiti rubati che indossava durante i colpi per sfuggire agli occhi elettronici. Sempre identico il modus operandi: usciva ogni sera, per colpire o selezionare gli obiettivi. Sempre solo, sfondava le vetrine con un piede di porco, arraffava il possibile e scappava in bici.

I colpi accertati

Sono ancora in fase di quantificazione i furti messi a segno: gli sono attribuiti quelli alla Panetteria Carlotta e al negozio E Fashion, oltre a quello dell'8 giugno al Public di via Altinate dove ha trafugato 14mila euro di merce. Nel pomeriggio si è scoperto che è responsabile anche del furto alla tabaccheria Padova Vape Club di via Pacinotti dell'8 maggio dove ha rubato sigarette elettroniche, aromi e accessori che il proprietario ha riconosciuto.

Altri sospetti

Le indagini proseguono sia per capire quante delle spaccate siano attribuibili al 40enne tunisino, sia perchè la polizia ritiene che ci sia almeno un'altra persona collegabile ai colpi. Negli scorsi giorni in collaborazione con i carabinieri sono stati identificati sette soggetti a cui sono stati prelevati campioni biologici per le comparazioni scientifiche. Si tratta di tre italiani e quattro stranieri: tra loro anche l'arrestato, mentre gli altri sono attualmente liberi. A inizio settembre un 42enne senegalese tossicodipendente era stato arrestato dopo due spaccate a L'Antico Forno in via Carlo Cassan e in via San Clemente. Una settimana prima un 34enne bergamasco era stato sorpreso davanti ad alcuni dei locali colpiti e accusato di almeno due furti.

Le parole di Salvini

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro degli Interni, Matteo Salvini: «Fuori dall’Italia questi delinquenti! E avanti col piano di rafforzamento degli organici di polizia, carabinieri, guardia di finanza e vigili del fuoco. A Padova, in Veneto e in tutte le questure d’Italia. Grazie alle forze dell’ordine e un abbraccio ai padovani. Per i criminali è finita la pacchia!». Nei giorni scorsi il ministro leghista aveva promesso l'arrivo di nuovi poliziotti in forze alla questura patavina, una quarantina tra ottobre e febbraio. A loro dovrebbero aggiungersi, come ha dichiarato Salvini a Il gazzettino, 206 nuovi carabinieri che entreranno in servizio a novembre in tutto il Veneto.

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