Rintracciato omicida evaso dal Due Palazzi: ora si batte la pista della sparatoria a Ca'Sana

Era ricercato da tre mesi dopo essere scomparso durante un permesso fuori dal carcere. Ritrovato in Piemonte, potrebbe essere il responsabile delle fucilate contro il ristorante

É stato rintracciato in Piemonte il 43enne evaso dal carcere di Padova lo scorso gennaio, che ha vissuto i mesi di latitanza aiutato anche da una donna padovana. Su di lui pendono anche i sospetti per l'attentato al ristorante Ca' Sana di tre mesi fa.

Il fermo

Lo hanno arrestato sabato 28 aprile dopo tre mesi esatti vissuti da fuggiasco, nascosto nel comune di Bruino nel Torinese, dove lo hanno rintracciato i carabinieri di Padova con il supporto di quelli di Moncalieri. Al ricercato V.G. è stata sospesa la semilibertà dopo l'evasione del 28 gennaio, quando il 43enne non si è ripresentato al Due Palazzi dopo il permesso premio. Gli è stato anche notificato un ordine di carcerazione emesso dal tribunale di Palermo per un omicidio commesso a Ciriè, sempre in Piemonte, nel febbraio 1996, per il quale l'arrestato dovrà scontare ancora tre anni, sei mesi e due giorni di reclusione.

I complici

A coprire la fuga del latitante sarebbero state almeno altre tre persone, tutte denunciate in stato di libertà per favoreggiamento personale: si tratta dei due italiani residenti in Piemonte D.G.R., 54enne, e C.G., 44enne. Oltre a loro anche la 50enne F.A. della provincia di Padova.

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Il giallo di Ca' Sana

Grazie alle indagini sulla donna i militari sono riusciti a dare la svolta a un altro caso che da alcuni mesi cerca soluzione, il giallo dei colpi di fucile esplosi contro Ca' Sana. La notte del 21 gennaio il ristorante in località Brusegana è stato colpito da tre fucilate, sparate da un individuo finora ignoto e poi fuggito in auto. Le ricerche dei carabinieri si erano orientate inizialmente sull'ambiente dei cacciatori locali, analizzando possibili ritorsioni verso il ristorante vegetariano. A insospettire gli investigatori portandoli a collegare la sparatoria con l'evaso V.G. è stato il fatto che l'uomo fosse solito frequentare il locale e che la sua fuga sia stata immediatamente successiva al grave episodio di gennaio. Nei giorni dopo l'attentato erano stati ascoltate dai carabinieri diverse persone vicine all'indagato, che alla prima occasione si è reso irreperibile. Ora le indagini proseguono per accertare se l'uomo possa davvero essere il responsabile del gesto.

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