Picchia e minaccia di bruciare vivi i genitori: aveva già inscenato una finta rapina

Una lunga serie di violenze nei confronti dei genitori è culminata martedì con l'arresto e la carcerazione di un 41enne dell'Alta che li ha percossi e minacciati davanti ai carabinieri

(foto: archivio)

Una storia di brutalità e soprusi è quella che vede al centro una famiglia dell'Alta Padovana, con i genitori vittime di una lunga serie di abusi perpetrati dal figlio 41enne. Abusi che l'uomo non ha celato nemmeno quando sono intervenuti i militari e che lo hanno fatto finire in carcere.

«Vi brucio»

Sono le 12 di martedì quando, all'interno di un'azienda a conduzione familiare con sede a San Martino di Lupari, scoppia una feroce discussione. M.A., 41enne di Cittadella, si scaglia contro il padre di 68 anni e la madre di 64. Dalle parole passa ai fatti, li colpisce entrambi al volto e li minaccia: «Vi brucio vivi!». La coppia riesce a chiedere aiuto, sul posto si precipita una pattuglia dei carabinieri. Quando arrivano la scenata violenta è ancora in corso, le percosse e le minacce continuano anche davanti ai loro occhi fino a quando l'uomo viene ammanettato e dichiarato in arresto.

L'arresto

M.A. finisce in caserma, è accusato di maltrattamenti in famiglia. Viene immediatamente informata l'autorità giudiziaria, ma soprattutto torna a emergere il calvario dei genitori. Torna, perché quell'episodio era solo l'ultimo di tante analoghe violenze che la coppia aveva ripetutamente denunciato. A fronte delle prove il 41enne viene inviato in carcere, dove resta a disposizione lontano dalle sue vittime.

La finta rapina

La scia di violenze tuttavia non è il solo elemento che ha costellato la parabola discendente di quella famiglia. Il 41enne recentemente era già stato protagonista di un caso di cronaca per una finta rapina. Solo una settimana prima dell'arresto era infatti stato denunciato per simulazione di reato: aveva raccontato in caserma di essere stato vittima di due sconosciuti che proprio all'interno dell'azienda di famiglia lo avevano derubato. In poche ore si era invece scoperto che erano tutte menzogne architettate per nascondere alcuni danni che lui stesso aveva provocato dopo l'ennesima lite con i parenti.

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Donna ferita dal marito

Un caso di maltrattamenti in famiglia si è verificato anche a Legnaro, dove il 9 maggio il 36enne pakistano G.M.H. ha picchiato la moglie, connazionale di 34 anni. Pure in questo caso non si trattava del primo episodio violento, ma l'uomo aveva sempre impedito alla compagna di sporgere denuncia e chiedere aiuto. Dopo quel pestaggio la vittima si era rivolta al pronto soccorso e il referto di 10 giorni, viste le circostanze che hanno insospettito i sanitari, è arrivato sulla scrivania della caserma dei carabinieri. Ne è nata una breve indagine che ha inchiodato il 36enne alle sue gravissime responsabilità. Nel frattempo la donna aveva trovato rifugio a casa dei fratelli in un altro comune e, una volta lontana dal carnefice, ha confessato tutto ai militari che nei confronti di G.M.H. hanno emesso formale denuncia.

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