Accusato di maltrattamenti, si difende: «Nessuna violenza, non c'era alcun provvedimento per portare via i bambini»

Arrestato il 4 febbraio, un 43enne africano residente a Noventa puntualizza attraverso il suo legale quali sarebbero le dinamiche familiari che hanno portato all'ultimo di una serie di interventi delle forze dell'ordine nei suoi confronti

Tramite l'avvicato Dennis Cogo l'uomo sostiene di non avere mai alzato le mani sulla compagna né sui carabinieri, intervenuti più volte nella loro abitazione. E anche il provvedimento di trasferimento sarebbe infondato.

La vicenda

L'uomo (le cui generalità non vengono divulgate, ora come in precedenza, per salvaguardare la privacy delle vittime ndr) si è opposto a un intervento congiunto dei servizi sociali e dei carabinieri per allontanare la moglie 37enne e i figli minorenni dalla casa in cui convivevano a Noventa. Secondo quanto riferito dalle forze dell'ordine il 43enne ha tentato di impedire il trasferimento dei familiari in una struttura protetta, dimostrando un comportamento aggressivo verso gli operanti già tenuto in altre occasioni, quando i carabinieri erano intervenuti per sedare precedenti litigi familiari.

La parola all'arrestato

Di altra opinione è l'arrestato, che tramite il suo avvocato Dennis Cogo specifica che la situazione sarebbe diversa. «La coppia è di certo in crisi» spiega il legale «tanto che il 43enne un paio di settimane prima dell'arresto si era volontariamente allontanato dalla casa coniugale d'accordo con la moglie, in attesa che i rispettivi legali verificassero le condizioni per una separazione consensuale. Nella coppia c'era un clima di tensione che non è mai sfociato in violenza fisica o altri maltrattamenti». Nessuna violenza dunque, né contro la moglie né contro i carabinieri che pure non si nega siano intervenuti in precedenza: «I carabinieri o le forze dell'ordine non sono mai stati, prima di quell'episodio, presi di mira dall'assistito che ha sempre tenuto una condotta esemplare».

Nessun maltrattamento, l'allontanamento voluto dalla moglie

Avrebbe dunque sempre mantenuto un atteggiamento pacato, almeno fino al giorno dell'intervento. Intervento suo giudizio infondato, perché richiesto dalla moglie e avallato dai servizi sociali senza motivo. «L'uomo ha opposto resistenza a che i figli fossero allontanati da casa. Non esisteva alcun provvedimento che ne consentisse l'allontanamento, ma era invece un'iniziativa della moglie corroborata, non si sa a quale titolo, dai servizi sociali». Servizi sociali che avrebbero disposto il trasferimento della famiglia sulla base delle dichiarazioni di una donna che si diceva vittima di maltrattamenti, che secondo il marito non sarebbero mai avvenuti. Nessun danno sarebbe poi stato arrecato all'abitazione, come dichiarato dalle forze dell'ordine ed anzi il 43enne «Ha egli stesso chiesto l'arresto, avvenuto per resistenza a pubblico ufficiale e non per maltrattamenti».

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