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La caserma dei carabinieri di Castelbaldo che hanno eseguito il fermo

La caserma dei carabinieri di Castelbaldo che hanno eseguito il fermo

Auto sospetta tra le case, bandito braccato in fuga: è accusato di una sfilza di furti

La segnalazione di alcuni residenti ha permesso di ammanettare un 43enne a cui vengono contestati almeno quattro tra furti e tentati furti nelle ultime settimane. Caccia al complice

A Merlara, a Masi, nel Polesine, anche a Castelbaldo dove probabilmente stava architettando un altro colpo. Sono tutti luoghi in cui nelle ultime settimane avrebbe colpito Alija Osmanovic, 43enne nomade arrestato la notte tra mercoledì e giovedì.

La segnalazione

É accusato di furto aggravato e continuato, in concorso con un altro uomo che al momento del fermo era con lui, ma che è riuscito a fuggire ed è attualmente ricercato. Ad ammanettare Osmanovic sono stati i carabinieri allertati da alcuni residenti che hanno notato un'Alfa Romeo 147 nera aggirarsi con fare sospetto nelle vie residenziali di Castelbaldo. Raggiunta l'auto, i due uomini a bordo hanno accostato e sono scappati attraverso i campi, dove il 43enne è stato raggiunto e bloccato.

I furti

Identificato in caserma, gli vengono addebitati almeno quattro colpi commessi in zona nell'ultima settimana. Il primo, risalente al 27 giugno, è sfumato ai danni della farmacia Codifava di Merlara. Il 28 giugno invece altri due sono andati a segno, rispettivamente alla farmacia San Francesco di Castelbaldo e al punto sanitario di Badia Polesine. Il 3 luglio poi è stata colpita la trattoria hotel La Nave di Masi, dove approfittando della distrazione del portiere sono stati rubati 50 euro dal registratore di cassa. Tutti i colpi sarebbero stati commessi dall'Osmanovic con la complicità del fuggitivo, che gli inquirenti avrebbero già identificato. A carico del 43enne è emersa anche una condanna pendente a un anno e quattro mesi, emessa nel marzo 2017 dalla corte d'Appello di Roma per una rapina aggravata commessa nella capitale il 24 dicembre 2013.

Il fermo

A fronte di tali accertamenti e del concreto pericolo di fuga, Osmanovic è stato trasferito nel carcere di Rovigo in attesa dell'interrogatorio di garanzia. Un controllo della targa ha poi permesso di scoprire che l'auto era stata rubata il 17 maggio nel Veronese ed è ora sotto sequestro. Prosegue la caccia all'uomo per rintracciare il complice, che non si esclude si possa essere rifugiato in qualche campo nomadi. I carabinieri sarebbero comunque ormai vicini alla sua cattura.

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